Carlo Bo: «L’emergenza ha colpito duro, ma Alba si è ancora distinta»

Il sindaco di Alba Carlo Bo

L’INTERVISTA Il 2021 parte con grandi aspettative e la speranza di lasciarsi alle spalle l’emergenza sanitaria. Nelle intenzioni del sindaco Carlo Bo è un anno di ripartenza per le opere pubbliche, il turismo e gli eventi, a partire da Alba capitale della cultura d’impresa.

Sindaco, qual è il suo auspicio per il 2021?

«È molto semplice: un ritorno alla normalità. La pandemia ci ha fatto capire quanto fossimo fortunati prima e a quanto abbiamo dovuto rinunciare. Vorrei una città unita, in cui potersi abbracciare di nuovo con la voglia di guardare al bello e al buono, perché le cose brutte arrivano da sole e inaspettate, quindi non c’è alcuna necessità di andarsele a cercare».

Quanto ha inciso il coronavirus sulla gestione pubblica della città?

«Il coronavirus ha avuto un impatto improvviso e inaspettato sulle vite di tutti noi, drammatico sotto il profilo sanitario, ma molto pesante anche sui piani sociale ed economico. Abbiamo dovuto modificare le priorità per rispondere in modo repentino alle istanze dell’emergenza fornendo supporto a famiglie e imprese, ma contemporaneamente portando avanti le attività ordinarie e garantendo ai cittadini i servizi pubblici. Nel panorama italiano, Alba si è distinta per essere riuscita a realizzare una serie di eventi di livello nazionale e internazionale: abbiamo ospitato la versione albese di Collisioni, il Palio, tre settimane della Fiera del tartufo e la rassegna natalizia delle Notti della Natività. Le manifestazioni sono state modificate per rispettare i protocolli sanitari mentre abbiamo rimandato alcuni appuntamenti, come Vinum in primavera e Alba capitale della cultura d’impresa che si terrà nel 2021».

Il settore più colpito dalla crisi è il turismo, pensa che potrà ripartire già nei prossimi mesi?

«Il turismo ha pagato a duro prezzo la crisi dovuta al Covid-19. Alle persone è stato impedito di viaggiare per fermare il contagio e questo ha inciso molto sull’economia della città. Abbiamo sostenuto la promozione del territorio per recuperare ogni singolo turista e ogni visitatore, ma le politiche europee hanno di fatto chiuso uno dopo l’altro tutti gli Stati e i visitatori stranieri sono spariti. Guardo con fiducia al futuro del nostro turismo e lo faccio a ragion veduta, pensando all’agosto scorso, quando il turismo albese ha praticamente visto lo stesso numero di turisti del 2019 e questo ci dice che le strategie della nostra città sono vincenti. Punteremo sul turismo all’aria aperta, valorizzando il patrimonio paesaggistico ed enogastronomico della nostra città, investendo ancora di più sulla promozione della rete delle Città creative Unesco per la gastronomia. Nelle prossime settimane potrebbero arrivare grandi notizie».

I conti del Comune rimangono in buona salute?

«Le Amministrazioni albesi si sono sempre distinte nel gestire il denaro pubblico con la diligenza del buon padre di famiglia; anche la nostra sta lavorando con la stessa attenzione. Il merito dei nostri conti virtuosi è in primo luogo dei cittadini, che con puntualità e diligenza hanno continuato a pagare le tasse comunali in modo regolare anche in quest’anno difficile. Si aggiunga che il sostegno portato ai Comuni dallo Stato ha garantito stanziamenti importanti che, uniti a una gestione prudente del bilancio, hanno assicurato una stabilità dei conti per nulla scontata».

Ospedale San Lazzaro, «è irrealistico pensare di ricavarne 24 milioni di euro»

 Un tema aperto rimane quello relativo all’ospedale San Lazzaro.

«Continua il confronto con la Regione sul destino degli ospedali di Alba e Bra. È irrealistico, ancor più in questo periodo, credere di poter incassare 24 milioni di euro dalla loro vendita e ritengo che i destini dei due fabbricati vadano tenuti separati. Non possiamo attendere ulteriormente, ma essere pronti con un progetto alternativo per riqualificare il nosocomio e rivitalizzare il tessuto economico dell’area che ha subito un duro colpo dopo la chiusura del San Lazzaro. Ci aspettiamo risposte definitive dalla Regione prima che, una volta del tutto inutilizzato, il vecchio ospedale diventi una sorta di cattedrale nel deserto, in pieno centro storico, a due passi da via Maestra».

E riguardo al progetto di ospitare la facoltà di scienze infermieristiche nel complesso della Maddalena?

«Va avanti il dialogo con l’Università del Piemonte orientale per cercare di riportare in città la facoltà di scienze infermieristiche, vista la richiesta di professionisti sempre in crescita negli ultimi anni e ancor più nell’emergenza in corso. L’Università ci ha chiesto una struttura più centrale e noi abbiamo proposto la manica dell’ex convento domenicano affacciata su via Maestra: sono già stati fatti i primi sopralluoghi
e il progetto sta prendendo forma».

Opere pubbliche, Mermet e via al museo del tartufo 

Quali saranno le opere pubbliche più importanti in cantiere nel 2021?

«Inizieremo a lavorare alla realizzazione del museo del tartufo, finanziando la parte mancante con risorse comunali: quest’opera avrà il compito di fare da traino e supporto al nostro turismo anche nelle stagioni senza il prezioso tuber. Avvieremo la bretella di collegamento tra il ponte albertino e la zona industriale, arteria strategica per sbloccare la viabilità albese congestionata dal traffico, in particolare alla rotatoria del Rondò. Partirà anche il recupero del fabbricato nell’area dell’ex caserma Govone, cofinanziato con la fondazione Crc, destinato ad attività di accoglienza e socializzazione per ragazzi e bambini con disabilità, in sinergia con il mondo scolastico, associativo e dei servizi sociosanitari. Ci tengo a sottolineare anche la prosecuzione delle manutenzioni già avviate nel 2020, tema su cui molto mi ero speso prima di diventare sindaco: investiremo mezzo milione di euro per portare il Piano strade, con asfaltature e altri interventi minori compresi nel Piano triennale delle opere pubbliche».

Nonostante l’anno difficile, Alba è rimasta vitale, sono in fase di organizzazione eventi e manifestazioni come l’anno di Alba capitale della cultura d’impresa e si inizia a discutere del programma per il centenario dalla nascita di Beppe Fenoglio.

«Alba ha una vitalità che mi stupisce sempre; lo dico in tutte le interviste, ma è davvero così: a partire dagli uffici comunali fino alle tante associazioni culturali presenti in città. Contiamo di poter riprendere il nostro calendario di eventi da maggio, a partire da Vinum e dagli appuntamenti primaverili, per proseguire con Alba capitale della cultura d’impresa che si svilupperà con seminari, workshop, momenti di incontro tra tessuto produttivo e realtà culturali, proposte per le scuole e iniziative per i cittadini. Pur nella pandemia, nei mesi scorsi si è già formato e messo al lavoro il comitato per il centenario dalla nascita di Beppe Fenoglio nel 2022, evento che coinvolgerà scrittori italiani contemporanei in una serie di attività di scrittura e letture pubbliche, ma anche docenti di livello nazionale e, soprattutto, gli studenti».

Come si immagina il futuro dello sferisterio Mermet?

«Il Comune di Alba ha da poco destinato 25mila euro per alcuni interventi di ristrutturazione dello sferisterio Mermet, ancora più urgente, visto il recente ripescaggio in Serie A della rinata Pallonistica albese che è un orgoglio per la città. Sono necessari lavori di messa in sicurezza, sistemazione del campo, dell’area spettatori e degli spogliatoi. La fondazione Mermet nei mesi scorsi ha lanciato un concorso di idee per il recupero e la rivitalizzazione dello sferisterio: farò parte personalmente della commissione esaminatrice e sono certo che insieme riusciremo a portare il Mermet al centro della vita cittadina».

Il Consiglio: «La diversità di visioni emersa nella maggioranza dev’essere un valore aggiunto, non certo un problema»

Sono ripartite anche alcune polemiche intorno alla maggioranza in Comune che sembra unita da un filo labile. Come stanno le cose, Bo?

«Nel maggio del 2019 il centrodestra ha vinto le elezioni grazie a un grande lavoro di aggregazione: la scelta di unire le forze è stata ben accolta dagli albesi che ci hanno ripagati con 9.004 voti, il 51 per cento del totale. Io credo da sempre che la pluralità di posizioni sia una grande ricchezza perché permette di confrontarsi su punti di vista diversi e accogliere le varie istanze provenienti dall’attuale multiforme società. Con il loro voto, gli albesi ci hanno affidato la responsabilità di guidare la città: la diversità di visioni emersa in questa maggioranza dev’essere un valore aggiunto, non un problema; sono certo che sapremo affrontare il futuro con maturità».

Come pensa che abbiano reagito gli albesi durante l’emergenza sanitaria?

«Bene. Con grande senso di responsabilità sin dall’inizio della pandemia. Dopo il primo impatto, avvenuto quasi un anno fa e che ha lasciato tutti disorientati, alle prese con un’emergenza che avevamo mai vissuto e nemmeno immaginato, gli albesi ancora una volta hanno dimostrato di saper dare il meglio di sé nelle difficoltà. Sono stati ligi alle regole e rispettosi, come dimostrano i pochi contagi verificatisi nella prima ondata. La seconda fase è stata più dura e i numeri sono cresciuti come nel resto del Paese, ma anche in questo caso gli albesi hanno saputo adattarsi di volta in volta alle disposizioni per riuscire, pur tra mille ostacoli, a mandare avanti le attività».

Dai dati anagrafici di fine anno emerge un numero di decessi superiore di oltre 80 persone nel 2020 rispetto alla media del decennio 2010-2019: è un numero drammatico.

«In quanto sindaco sono addolorato per ogni persona venuta a mancare e per ogni lutto che ha colpito la nostra grande famiglia albese. In realtà i decessi causati dal Covid-19 attestati dalla piattaforma regionale accessibile ai Comuni sono una trentina, ai quali si devono aggiungere quelli di alcune persone residenti ad Alba, ma domiciliate altrove. Sul numero complessivo, penso che il Covid-19 abbia inciso anche in modo indiretto, isolando le persone, tenendole ferme e chiuse a casa o anche nelle strutture assistenziali, non permettendo di curarsi o eseguire i controlli sanitari come nei periodi normali».

Marcello Pasquero