Casa della salute all’ex San Lazzaro: ecco i primi passi

ALBA La casa della salute albese sorgerà nell’ex ospedale San Lazzaro. Lo ha assicurato il sindaco Carlo Bo a gennaio, parlando di un possibile investitore di primo piano per realizzare un’opera da venti milioni di euro. Ora i primi passi concreti per un’operazione innovativa.

Sul tavolo c’è la demolizione e ricostruzione della parte “nuova” del complesso, con attenzione alla manica di via Pierino Belli. Si tratta di un’area di oltre 5mila metri quadrati edificati. Per la parte storica, su via Ospedale, su cui esiste un vincolo della Soprintendenza, la partita resta aperta, ma non è da escludere possa anch’essa entrare nel progetto generale. Il primo cittadino svela le carte di un progetto che –insieme al terzo ponte sul Tanaro –potrebbe rappresentare la chiave di volta per lo sviluppo della città e dell’economia albese.

All’operazione hanno lavorato il Comune di Alba, la Regione Piemonte e l’Asl Cn2 di Alba-Bra, coinvolgendo la fondazione Cassa di risparmio di Cuneo e, potenzialmente, le altre fondazioni piemontesi attraverso la Ream Sgr, società presieduta dal presidente della fondazione Crt Giovanni Quaglia. La Regione potrebbe rivedere le proprie idee sulla vendita ed entrare nell’operazione, valorizzando il proprio patrimonio immobiliare.

Come? Il presidente della fondazione Crc Giandomenico Genta spiega: «L’area dell’ospedale San Lazzaro e i progetti sul suo futuro rivestono un’importanza cruciale per Alba sia per la posizione strategica all’interno del centro abitato che per l’ampiezza degli spazi. La fondazione Crc ha da subito offerto la propria disponibilità ad ascoltare, confrontarsi e ricercare le necessarie risorse finanziarie con gli stakeholder coinvolti, a partire dal Comune di Alba. Per questo ha proposto di coinvolgere Ream Sgr, società partecipata dalle fondazioni bancarie piemontesi, specializzata negli investimenti immobiliari, che potrà realizzare una valutazione sulla sostenibilità economica del progetto, tenendo in considerazione gli scenari funzionali alla valorizzazione dell’area».

Il sindaco di Alba Carlo Bo è più esplicito: «Ringrazio il presidente Genta per la disponibilità ad approfondire un progetto strategico. È un primo, importante passo nel percorso che auspichiamo possa portare alla riqualificazione di una zona del centro che deve continuare a essere vitale, con la realizzazione della casa della salute. Un duplice ringraziamento va alla Regione, per l’impegno profuso in questi mesi, e alla direzione generale dell’Asl Cn2, per il proficuo confronto sulla nuova realtà che rivestirà un ruolo cruciale per la sanità del territorio. Continueremo a lavorare per individuare, nel più breve tempo possibile, una soluzione sostenibile».

Quella della governance sarà però una matassa tutta da costruire con Ream Sgr e, di conseguenza, con la fondazione Crc, la Regione e il Comune di Alba. Ma la notizia è molto positiva e può far dormire sonni tranquilli: pare chiaro che in prima fila ci sarà la fondazione cuneese, che si farà promotrice di una delle più impegnative e onerose opere della propria storia.

Marcello Pasquero

Una soluzione su cui Alberto Cirio scommette

Il sindaco Carlo Bo non ha dubbi: «Dovevamo dare risposte agli albesi. Sono convinto che la casa della salute sia la soluzione migliore per quest’area». Il direttore dell’Asl Cn2 Massimo Veglio è soddisfatto: «Come richiesto dalla Regione abbiamo messo all’asta – andata deserta – il San Lazzaro e il Santo Spirito, ma nessuna soluzione è migliore della casa della salute per l’ex ospedale albese, che diventerà un punto di riferimento per i servizi sanitari sul territorio, riunendo in un solo luogo i servizi presenti ad Alba in più strutture, da via Vida a via Diaz, alle altre realtà. Possiamo dire che vi saranno trasferite tutte le attività sanitarie che non prevedono un ricovero ospedaliero».

Spazio quindi a centro prelievi, ambulatori, vaccinazioni, medicina sportiva, radiologia tradizionale, medicina legale, fisioterapia, ma anche a psicologia, logopedia, odontoiatria, neurologia, gastroenterologia, dietologia, otorinolaringoiatria, veterinaria. Inotre, il San Lazzaro sarà la prima casa della salute creata grazie all’intervento delle fondazioni bancarie.

L’assessore alla sanità Luigi Icardi commenta: «La proprietà degli ospedali dismessi è in capo alla Regione. Parliamo di oltre una decina di strutture in Piemonte, quasi sempre nei centri storici, che necessitano di grandi investimenti e sono poco appetibili per il privato». Il patrimonio immobiliare in capo alla Regione potrebbe valere un centinaio di milioni. Icardi: «Ho incontrato i vertici di fondazione Crt, Crc e Compagnia di San Paolo per studiare le soluzioni: si pensa a un fondo con le fondazioni bancarie stesse, in cui la Regione Piemonte potrebbe entrare con il patrimonio immobiliare».

La conditio sine qua non è che le strutture conservino la destinazione sanitaria. La partita potrebbe essere una delle più importanti della Giunta di Alberto Cirio: verrebbero inserite nel patrimonio sabaudo, a costo zero per la Regione, una rete di case della salute moderne e vicine alla popolazione, costruendo quella medicina territoriale in cui il governatore ha più volte ribadito di credere davvero.

m.p.

Ream Sgr: 1,6 miliardi gestiti

La Ream (Real estate asset management) Sgr Spa è una società di gestione del risparmio, specializzata in fondi d’investimento alternativi immobiliari, iscritta all’Albo della Banca d’Italia. Si tratta dell’unica società italiana composta da sole fondazioni di origine bancaria.

La Ream Sgr si è specializzata nel settore finanziario e in quello immobiliare, assicurando processi decisionali e di controllo rapidi: è l’interlocutore giusto, insomma, per un’opera come la casa della salute nell’ex ospedale San Lazzaro di Alba.

Ream Sgr gestisce fondi d’investimento alternativi immobiliari chiusi, riservati agli investitori professionali (come i fondi Social & human purpose, Core Nord-ovest, Titania, Sympleo, Piemonte case, Core multiutilities, Green star, Italian trophy assets, Geras, J village, Lendlease global commercial Italy fund e Alfieri) per un attivo gestito pari a circa
1,6 miliardi di euro.

m.p.