Nasce Undici un’associazione a tutela degli esercenti di negozi di dischi indipendenti

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MUSICA Come avevamo accennato nelle scorse settimane, i negozi di dischi indipendenti sono insorti contro le nuove restrizioni imposte dalla zona rossa, chiusure forzate che da un lato confermano come la musica in Italia non sia considerata cultura a differenza, dall’altro mettono a serio pericolo la sopravvivenza di questi negozi.

Lo spunto è partito dal titolare del negozio Cuordivinile di Bra Maurizio Marino al quale si sono subito accodati i colleghi da tutta Italia. Il risultato è stata la nascita di Unidici (Unione dei negozi di dischi italiani coesi e indipendenti), la prima associazione di settore nata per tutelare questa categoria di esercenti, che attraverso un comunicato stampa, chiedono in modo chiaro e con grande dignità innanzitutto la possibilità di lavorare ed essere regolarmente aperti al pubblico, anche in zona rossa, così come i concorrenti (librerie, edicole, catene di centri commerciali), che vendono lo stesso tipo di prodotti, ovviamente nel rispetto di tutte le norme di sicurezza.

Chiedono inoltre la possibilità di offrire il servizio da “asporto” per i clienti, non riuscendo a capire dove risiederebbe il pericolo nel far entrare un cliente alla volta per il tempo del ritiro di un disco, quando invece bar ed altre attività, che sono libere di offrire ai loro clienti caffè e bevande da asporto, sono costantemente affollati nelle immediate vicinanze, di persone che si intrattengono per molto tempo a bere e a fumare ovviamente senza mascherina, senza distanziamento e nel più completo spregio delle norme in vigore.

Infine sottolineano come i libri beneficiano della tassazione Iva agevolata al 4%, i dischi continuano ad essere sottoposti a una gravosa tassazione Iva al 22%, chiedono quindi che anche i dischi vengano elevati, come in molti Paesi esteri, al rango di prodotti culturali, e tassati al 4%. Questo consentirebbe una ripresa per tutto il settore, particolarmente “dimenticato” dalle autorità e dall’opinione pubblica.

Alice Fererro

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