Insegnanti di religione ancora precari

Scuola, 52.000 posti disponibili per le assunzioni

ISTRUZIONE  Una lettera con alcune considerazioni sul concorso per gli insegnanti di religione cattolica. A inviarla a tutti i vescovi è stata la presidenza della Cei, che continua il dialogo con le autorità competenti in vista dell’avvio delle due procedure concorsuali per il reclutamento di 5.116 insegnanti, così come previsto dal Dpcm del 20 luglio.

Nel registrare «un’apprensione crescente» e «l’inquietudine» di tanti insegnanti di religione che non sono ancora stati immessi in ruolo, la presidenza ribadisce «la vicinanza alle situazioni personali e familiari, come pure il sostegno per una sempre migliore stabilizzazione del rapporto di lavoro». La Segreteria generale, si legge nella lettera, ha sempre mantenuto «un buon rapporto istituzionale con i vari ministri dell’istruzione che si sono succeduti in questi anni, anche se il tavolo tecnico sul tema concorsuale, costituito un paio d’anni fa, è ancora sospeso. Lo scorso 15 giugno il segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo, ha incontrato il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, per presentare alcune questioni urgenti, riguardanti anche le scuole paritarie cattoliche, e ha ricevuto rassicurazioni per una riconvocazione del tavolo tecnico».

La presidenza ha anche fatto sapere che, entro i primi giorni di settembre, dovrebbe svolgersi un nuovo incontro per poter «elaborare, con il Ministero, un percorso di stabilizzazione che non sia penalizzante per gli insegnanti di religione già in possesso di un’idoneità diocesana che attesta la qualità della preparazione». Si tratta, infatti, «di guardare soprattutto a quei docenti che, da molti anni, insegnano con impegno e profitto, permettendo di continuare a mantenere elevato il numero di alunni che scelgono liberamente di avvalersi di questa disciplina scolastica».

Tali temi, come viene ricordato ancora nella missiva, sono stati al centro di un confronto attento in diverse riunioni che sono state tenute dalla presidenza, tra gli anni 2020 e 2021, e anche dal consiglio permanente.

«Sono state tutte occasioni per condividere le esperienze e le preoccupazioni di ciascun vescovo. La sintesi di quanto emerso continua a rappresentare il fondamento su cui poggiano i colloqui con le autorità civili», evidenzia la presidenza della Cei, la quale assicura che aggiornerà puntualmente «su ogni novità che dovesse emergere nei prossimi incontri con le autorità competenti».

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