25 aprile Alba in festa per la Liberazione

La memoria è come un grappolo d’uva: gli acini si smarriscono con facilità, e è solo conservandoli insieme – in una figura unitaria – che acquisiscono significato maggiore, più profondo.

Il 25 aprile, Festa della Liberazione, non sembra composto da un solo acino ma da molti, da infinite sfaccettature, aneddoti. Perciò l’Amministrazione Marello ha preparato un programma, una successione che sappia restituire la ricorrenza nella sua complessità. L’incipit è stato sabato 20 aprile, con l’attribuzione del premio dedicato a Paolo Farinetti, storico comandante della XXI brigata Matteotti. Tre i vincitori del concorso biennale, nato per promuovere qualsiasi tipo di produzione artistica e teorica riguardante la Resistenza. Come spiegato dall’assessore albese alla cultura (figlia del Comandante), Paola Farinetti, «non è stato individuato un unico vincitore, perciò il contributo economico di cinquemila euro è stato spartito tra i premiati: il primo riconoscimento è andato alla scuola media Vida-Pertini di Alba per un video dal titolo Assassini di carta e voci di pietra, dedicato alla storia della scuola nel periodo della Resistenza. La seconda menzione è stata attribuita alla sceneggiatura del film di Daniel D’Aquino, Neve rosso sangue- Valmala 6 marzo 1945: la pellicola narra di un attacco dei fascisti a un plotone partigiano. Il terzo riconoscimento va allo studio IslaFlan-Una formazione partigiana internazionale nelle Langhe di Ezio Zubbini, invitato ad approfondire l’opera per entrare nella collana Comandante Paolo Farinetti». Nel corso della mattinata, come annunciato da Gazzetta la settimana precedente, del comandante Paolo e della brigata Matteotti è stata presentata la storia, opera di Fabio Bailo. E a Farinetti è stata inaugurata una sala nella sede del centro studi Beppe Fenoglio.

L’Assessore aggiunge una nota di colore alla rassegna, parlando del Comandante e della sua proverbiale semplicità: «Quando a mio padre chiedevo con quale coraggio era riuscito ad affrontare la guerra, il rischio, le fatiche e il pericolo di essere un partigiano, lui rispondeva semplicemente: “Perché portava così”. Nient’altro. Questo per dire che mio padre era una persona con una normalità che dovremmo avere tutti. Molto semplicemente lui, in un particolare momento della nostra storia nazionale, ha risposto a una chiamata e si è fatto partigiano».

Martedì 23 aprile, al Teatro sociale di Alba, realizzato dalle scuole medie di Alba e dai ragazzi di Scampia, c’è uno spettacolo sulle tematiche della Liberazione. La giornata termina (ore 21) al centro giovani H Zone con Lenuccia, performance teatrale (allestita con la collaborazione di Collisioni) su una protagonista dell’insurrezione popolare di Napoli contro i nazisti, con Maddalena Stornaiuolo.

Non manca la cinematografia: mercoledì 24 aprile, alle 21, nella chiesa di San Giuseppe di Alba è prevista la proiezione del film di Dino Risi Una vita difficile, proposto dall’associazione Padre Giuseppe Girotti.

Infine il giorno cruciale, giovedì 25 aprile: si parte a Valdivilla (ore 11) con il raduno partigiano; si prosegue a Treiso (ore 20) con fiaccolata nella cappella dei Canta e, nella palestra comunale (ore 21) è previsto il concerto di Gianmaria Testa, alternato a letture dello storico Marco Revelli. Un miscuglio di linguaggi artistici ed espressivi, di personalità diverse ma unite dal fil rouge di un ideale, quello della non-dimenticanza come strumento capace di impedire la ripetizione del dramma. Sotto forma diversa, il presente non sembra immune dalle ingiustizie.

Come ha detto il sindaco Maurizio Marello paragonando il periodo bellico a quello odierno, «siamo nel pieno di una crisi che morde profondamente nella vita degli italiani. Dobbiamo sapercene liberare. Occorre, come allora, ripartire con tenacia, sacrificio, voglia di fare e tanta speranza. Ci illuminino nel cammino i valori di libertà e di democrazia che allora furono affermati con il sangue di tanti giovani».

m.v.

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