Piazza Savona diventa piazza Michele Ferrero. E il figlio Giovanni rassicura: “L’azienda resterà fedele alla città di Alba”

ALBA La carezza e il bacio della signora Maria Franca alle lettere, incise, che compongono il nome del marito sulla stele commemorativa, mentre in lontananza risuona la sirena degli stabilimenti di via Vivaro; le parole di Giovanni Ferrero: «Alba ci è rimasta fedele durante settanta anni, noi rimarremo fedeli alla città di Alba»; il ringraziamento espresso dal sindaco Maurizio Marello a nome della città; la benedizione del vescovo emerito Giacomo Lanzetti come ultimo atto dopo le dimissioni; la presenza composta di un centinaio di collaboratori “in divisa”.

Dura poco più di un’ora la cerimonia di intitolazione dell’ormai ex piazza Savona a Michele Ferrero, il patriarca del colosso dolciario scomparso lo scorso 14 febbraio a Montecarlo, ma regala emozioni e immagini di rara dolcezza e vicinanza tra il capoluogo delle Langhe e la famiglia Ferrero. «Non è un momento di triste commemorazione, ma di ringraziamento e riconoscenza», esordisce il sindaco Maurizio Marello di fronte a migliaia di albesi, «A una persona come Michele Ferrero non si poteva che dedicare la piazza più importante della città, un segno concreto di ringraziamento per l’uomo che più di tutti ha liberato Alba dalla povertà» (il discorso completo è disponibile QUI).

Il primo cittadino albese legge anche i messaggi inviati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, prima di lasciare la parola al Ceo dell’azienda dolciaria Giovanni Ferrero. «La stessa città che Michele Ferrero ha sempre cercato, nel suo cuore, di rendere un posto migliore, dimostra la propria volontà di far rivivere quotidianamente ciò che la sua opera, grazie a voi, al vostro contributo ha generato. Per questo, mi sia consentito a nome mio, di mia madre, della mia famiglia ribadire l’impegno della Ferrero a restare fedele al patto fondativo e fiduciario con la città di Alba», queste le parole del secondogenito del signor Michele (il discorso completo è disponibile QUI), interrotte da un applauso partito dai collaboratori, prima della conclusione che ribadisce ancora una volta, qualora ve ne fosse bisogno, il legame inscindibile tra la città del Tartufo bianco e la Ferrero. «Alba ci è rimasta fedele durante settanta anni, noi rimarremo fedeli alla città di Alba».

Poi Giovanni e Maria Franca scoprono il telo che copre la stele dedicata al signor Michele, prima della benedizione affidata al vescovo emerito Giacomo Lanzetti. «Questo è il mio ultimo atto ufficiale, per questo ringrazio il reggente monsignor Francesco Ravinale a cui spetterebbe questo compitoHo cercato di avvicinarmi alla famiglia Ferrero con delicatezza, insieme abbiamo affrontato momenti felici e lutti, ma oggi celebriamo la grandezza di un uomo di fede, in un giorno non banale, nella ricorrenza di san Michele», afferma monsignor Lanzetti, facendo gli auguri di buon onomastico al piccolo Michael (figlio del compianto Pietro) e salutando gli altri “picinini” della famiglia.

La famiglia Ferrero, al termine della cerimonia, non si sottrae al bagno di folla: una ragazza con il camice recante il logo dell’azienda chiede a Giovanni: «Le andrebbe di fare una foto con i dipendenti?». «Certo», la risposta. «Ma voi non siete dipendenti, siamo tutti collaboratori di un grande progetto», la precisazione di Giovanni, che accetta di farsi fotografare con la moglie insieme ai collaboratori. A immortalarli l’obiettivo di Gazzetta d’Alba. Segno inequivocabile dell’inizio di una nuova era in casa Ferrero, forse meno restia verso i riflettori, ma con ben chiara la missione lasciata da Michele Ferrero.

Marcello Pasquero

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