Un casinò nella Granda? Individuati sei possibili siti

Si torna a parlare di un casinò in provincia di Cuneo e il discorso non poteva che ripartire da Sinio, paese dove già una ventina d’anni fa il sindaco Dino Destefanis cullava il sogno di aprire una casa da gioco nel castello.

All’epoca la legge non lo permetteva. Oggi, la situazione è cambiata e Destefanis, messa da parte la fascia tricolore, ha rispolverato l’antico cavallo di battaglia attraverso un comitato costituito nel 2009 e del quale è (ovviamente) presidente.

Il comitato “Un casinò per la Granda” ha presentato la scorsa settimana in Municipio a Sinio i primi risultati concreti, definendo un elenco di sei siti potenzialmente idonei ad accogliere una casa da gioco.

Tre sono nelle Langhe: il castello di Cravanzana, quello della Volta, a Barolo, e la tenuta “Morenghi” a Sinio; gli altri edifici interessati (e interessanti) sono il castello ottocentesco di Marene (in stile neogotico), l’hotel “Radium” di Lurisia e il grande albergo “Castello”, di Pradleves, in Valle Grana.

Si tratta di tutti fabbricati di proprietà privata. Alcuni sono abitati (il castello di Cravanzana, la tenuta di Sinio o l’albergo di Pradleves, aperto per alcuni periodi dell’anno); altri (l’albergo di Lurisia) sono chiusi da qualche anno e altri ancora (i castelli di Marene e della Volta) sono abbandonati da tempo.

Per quanto riguarda il castello della Volta, il proprietario nei mesi scorsi ha più volte ribadito su questo giornale di avere altri progetti per il maniero, nel quale sono stati avviati i restauri. Il sito più adatto allo scopo sembra essere l’albergo di Lurisia, situato in una località termale e facilmente raggiungibile con l’autostrada.

Anche in altre zone del Piemonte sembra scoppiata la “casinò-mania”. Ci stanno infatti pensando ad Acqui Terme (il sito prescelto potrebbe essere il Grand hotel antiche terme), a Sestrière e sul Lago Maggiore. Per fronteggiare una concorrenza così forte, il Comitato ha deciso di giocare d’anticipo e conta nelle prossime settimane di presentare il dossier con i sei siti al ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla.

«La cosa più difficile è avere la concessione dal Ministero », ha sottolineato Destefanis, mentre l’assessore regionale Alberto Cirio ha aggiunto: «La norma prevede un casinò per ogni regione, ma il Piemonte, essendo un’area transfrontaliera chiederà una deroga per averne due. La presenza di un casinò permetterebbe di completare il nostro prodotto turistico».

All’iniziativa ha aderito anche l’Associazione commercianti albesi, che, attraverso Marco Scuderi (segretario del comitato), ha sottolineato: «Un casinò rappresenterebbe un valore aggiunto per il territorio consentendo una presenza turistica lungo tutto l’arco dell’anno. Inoltre, potrebbe anche ospitare mostre, sfilate o rassegne».

Corrado Olocco