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Per i nonni Aldo e i suoi colori

Una ventata di colore e allegria è stata portata nella casa di riposo “Pasquale Toso” di Canale grazie a un murale realizzato dal giovane Aldo Lurgo.

Osservando un lungo muro grigio presente nell’area in cui gli anziani, nei caldi pomeriggi estivi, sostano per trascorrere qualche ora chiacchierando o cantando, il direttore della struttura Stefano Berio ha pensato fosse necessario abbellirlo, renderlo più vivace e gradevole. Ha chiesto aiuto ad Aldo che, nel giardino di casa sua, ha già realizzato dei bei dipinti. Il rapporto giornaliero con il giovane, che frequenta l’ultimo anno del Liceo artistico di Alba, si è rivelato molto positivo per gli anziani che hanno scoperto come «anche senza pennello ma solo con una bomboletta spray» si possa realizzare un grande murale.

Aldo e le sue bombolette. Aldo ha trascorso parte dell’estate a creare quest’opera, a titolo di volontariato, scegliendo i soggetti da dipingere insieme al Direttore, nel rispetto del luogo in cui sono stati proposti e con l’intento di lanciare precisi messaggi: si va dal “babi” di Canale, al pianista, a temi richiamanti l’amicizia e l’amore, con la Bella addormentata nel bosco, a soggetti più campestri, tutti molto chiari e ben comprensibili. Gli anziani hanno gradito il risultato finale, che hanno visto nascere e trasformarsi di giorno in giorno; curioso per loro, ci raccontano, «è stato veder emergere dei colori brillanti da uno sfondo grigio», così come «è stato bello chiacchierare e interagire con un giovane», e ancora, secondo altri, «assistere come spettatori al suo lavoro e potergli porre delle domande per soddisfare le nostre curiosità».

In alto il morale. A quasi un anno dal trasferimento degli ospiti nella nuova struttura il bilancio si può definire, a detta del Direttore, piuttosto positivo, con un ambientamento senza particolari traumi e una buona adesione alle attività ricreative e fisioterapiche. Tra queste molto gradita è stata la pet therapy, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale, con obiettivi di miglioramento cognitivo, fisico, emotivo, comportamentale, che verrà nuovamente proposta nelle prossime settimane. «Abbiamo anche introdotto l’allenamento memoriale, con un occhio di riguardo ad attività cognitive affinché vengano mantenute alte le capacità residue della persona che accede alla nostra struttura. In futuro», ha spiegato Berio, «la “Pasquale Toso” vorrebbe aumentare la propria capacità di accoglienza, per rispondere alle liste di attesa che contano almeno una quindicina di persone, da Canale e dal circondario. Gli spazi ci sono ma al momento mancano i finanziamenti, un vero peccato anche perché abbiamo ricevuto la proposta, come complesso di “Cittadella della salute”, di diventare sede di ricerca del centro studi Cornaglia, quale struttura-ponte tra l’ospedalizzazione e la domiciliarità».

Porte aperte alla città. La Casa di riposo di Canale non è, infatti, una struttura isolata dalla comunità. Nel mese di agosto è stata organizzata una merenda sinoira aperta alla cittadinanza, che risponde sempre positivamente a proposte di questo tipo, come per l’allestimento del banco di beneficenza, in occasione della “Fiera del pesco”, che ha permesso l’acquisto di tende per il sole e di tettoie per riparare dalle intemperie i vari ingressi della struttura. Ora è in fase di ultimazione il giardino interno, dove è stato creato un percorso di passaggio, già abbellito con piante, fiori, gazebo e panchine.

L’attenzione al rispetto della persona, con il coinvolgimento della famiglia dell’anziano che accede alla Casa di riposo, è uno dei punti fermi per il quale il Direttore della Pasquale Toso e tutto il suo staff lavorano quotidianamente. L’ampio raggio di iniziative proposte sono mirate a stimolare l’anziano, a renderlo sereno e attivo il più possibile per trascorrere nel modomigliore la propria senilità. Anche la cura della persona si è rivelata un punto vincente. Ogni settimana, gratuitamente, gli anziani possono usufruire dei servizi di una parrucchiera e di altri da beauty farm, decisivi per mantenere il contatto dell’anziano con la propria corporeità.

Elena Chiavero