Non resta che tassare i turisti

L’ultima riunione della terza Commissione consiliare, che ha esaminato il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012, ha confermato quanto anticipato da Gazzetta, e cioè che l’Irpef non verrà aumentata. Stessa sorte anche per la Tarsu, che non subirà incrementi, nonostante l’ulteriore estensione della raccolta domiciliare della frazione organica.

Tra le entrate, c’è però una novità: il Comune prevede di introdurre la Tassa di soggiorno, che nel 2012 dovrebbe portare proventi per 100 mila euro. Di questi, gli amministratori albesi contano di utilizzarne direttamente 40 mila, mentre il resto sarà destinato agli enti che con il Comune collaborano in ambito turistico, per far sì che questi fondi vengano reinvestiti in attività locali, come ha sottolineato l’assessore comunale al bilancio Franco Foglino, precisando che sarà opportuno dialogare, oltre che con la Regione, anche con i Comuni limitrofi. Da verificare resta la posizione degli operatori.

La Tassa di soggiorno, introdotta dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 del 2011, può essere istituita dai Comuni capoluogo di provincia e da quelli inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o di città d’arte. L’imposta graverà sui turisti, che saranno chiamati a corrispondere, per ogni notte di soggiorno, un contributo variabile da 1 a 5 euro, in proporzione al prezzo pagato. Il gettito, trattandosi di un’imposta di scopo, andrà a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni ambientali locali e dei relativi servizi pubblici. Questa è la situazione al momento in cui va in stampa il giornale, ma il nuovo Governo potrebbe fissare nuove linee guida. «Almomento, considerando le presenze turistiche in Piemonte che si aggirano sui 13 milioni e le esenzioni riservate a chi viaggia per farsi curare in ospedale o per assistere i familiari, i Comuni potrebbero introitare, complessivamente, circa 10 milioni di euro l’anno », ha spiegato l’assessore regionale al turismo Alberto Cirio.

Detto dell’imposta di soggiorno, resta l’incognita dell’Ici sulla prima casa, che potrebbe essere a breve reintrodotta. Nel 2007, l’Imposta sulla prima casa aveva inciso sui conti albesi per 1 milione e 300 mila euro. Dal conto della Capitale delle Langhe, che pareggia a 35 milioni di euro, mancheranno 600 mila euro relativi ai minori trasferimenti statali, mentre, tra le uscite, ci saranno 150 mila euro dovuti al rincaro dell’Iva, 80 mila euro di maggiori costi relativi al servizio mensa e 50 mila derivanti dall’incremento dei costi dell’energia elettrica.

Per quanto concerne gli investimenti, la situazione sarà più complicata in quanto il Comune continuerà a essere condizionato dal Patto di stabilità. La quadratura di bilancio per ora dice che per Alba il nuovo anno inizierà senza la possibilità di effettuare spese d’investimento. La città spera di vedersi riconoscere i benefici riservati ai Comuni virtuosi e i bonus relativi all’aver aderito alla sperimentazione del nuovo sistema di contabilità e si augura che venga concessa una nuova regionalizzazione del Patto.

Enrico Fonte