Il Vangelo per i giovani

Don Filippo Torterolo farà il suo ingresso nella parrocchia di Sant’Andrea di Castiglione Tinella domenica 30 settembre alle 15.30 con la Messa celebrata dal vescovo di Alba monsignor Giacomo Lanzetti. La solenne celebrazione sarà preceduta dalla recita del rosario alle 14.30 al santuario di Maria Madre del buon consiglio. Ecco le sue parole.

Don Filippo, che cosa lascia nella parrocchia albese del Duomo?

«Lascio giovani e anziani, bambini e famiglie, ragazzi e adulti che sono diventati per me fratelli, sorelle, madri, padri, contribuendo, mediante le loro esperienze di vita concreta, alla mia crescita, anche a livello di fede».

Che cosa porterà con sé a Castiglione Tinella?

«A Gottasecca ho vissuto una profonda esperienza legata al santuario dell’Assunta che spero di poter portare nel santaurio della Madonna del buon consiglio. Da Parigi porto la valorizzazione dei laici nella pastorale. Dai parrocchiani del Duomo ho imparato quanto siano importanti i legami, la centralità della parola di Dio e l’ascolto dell’umanità concreta».

Castiglione Tinella dall’alto

Che accoglienza spera di ricevere?

«I parroci che mi hanno preceduto hanno lavorato molto bene. Nelle parrocchie di Castiglione Tinella ho trovato entusiasmo, incoraggiamento e disponibilità. Vorrei essere ricevuto per quello che sono: un fratello e un amico che non ha nient’altro da portare se non Gesù attraverso il suo Vangelo, i sacramenti e la carità vissuta nella cura e nell’attenzione per tutti indistintamente».

È stato nominato anche vicerettore del Seminario interdiocesano. Cosa ne pensa?

«Chiedo al Signore di aiutarmi a essereun buon compagno di strada per i seminaristi. Questo servizio mi richiede un cambiamento nello stile di vita e nell’agire pastorale ma si tratta senz’altro di una grande opportunità per il mio cammino di fede e di giovane prete. Qualcuno afferma che oggi l’identità del prete si è indebolita. È vero, ma credo anche che sia un tempo meraviglioso per essere preti».

Su quali basi poggerà la sua pastorale?

«Tra Castiglione Tinella e Fossano c’è un’ora di distanza. Da una parte, quasi 900 parrocchiani con un santuario molto frequentato, dall’altra 12 seminaristi. Potrà sembrare una contraddizione, ma mai come in questo momento sento l’esigenza di pregare di più. Vorrei basarmi sull’ascolto attento delle persone che incontrerò e su un annuncio “svecchiato” del Vangelo diGesù: credo fortemente sia ancora una ricchezza, molte volte inesplorata, capace di affascinare e suscitare il desiderio di una vita cristiana autentica».

Ha un passo del Vangelo al quale è particolarmente legato?

«Ne ho due: la lavanda dei piedi, dove Gesù si china a servirci, a lavare le ferite del cammino della vita di ciascuno, e il racconto dei discepoli di Emmaus, dove Gesù “rallenta il passo” per ascoltare cosa portano nel cuore quegli uomini scoraggiati e per scaldare il loro cuore con la sua Parola e facendosi riconoscere nel pane spezzato».

Ha lavorato a stretto contatto con i giovani. Quanto può dare la Chiesa ai giovani e, viceversa, che cosa possono dare i giovani alla Chiesa?

«Ci sono adolescenti e giovani i quali, dietro un’arroganza apparente, nascondono paure e insicurezze, che cercano di anestetizzare con alcol e fumo. Ma ci sono altrettanti giovani assetati di vita e di autenticità che aspettano la Chiesa al bivio della coerenza. Ci spronano e non accettano ciò che nella Chiesa è in contraddizione con il Vangelo: l’ipocrisia, la ricchezza, l’interesse. Ai giovani la Chiesa può dare un tempo di ascolto e uno spazio di confronto serio sugli elementi che compongono il loro mondo, può proporre cammini praticabili di fede e di preghiera ma anche esperienze di vita comune e di servizio, senza fretta di voler “intruppare tutti” nei banchi della parrocchia».

Ha un sogno che vorrebbe realizzare con i suoi nuovi incarichi?

«Sì, ed è molto grande; ma lo lascio nel cuore di Dio».

Enrico Fonte

CHI È: Don Filippo Torterolo nuovo parroco a Castiglione Tinella

Don Filippo Torterolo nasce da una famiglia di contadini a Gottasecca l’8 aprile 1980. Dopo la maturità tecnica, nell’ottobre del 1999, entra nel Seminario di Alba per poi terminare la sua formazione nel Seminario interdiocesano, dal 2002 al 2005. In questo periodo frequenta lo Studio teologico interdiocesano. Terminati gli studi a Fossano, il 2 aprile 2005 (giorno della morte di Giovanni Paolo II) viene ordinato diacono e prete il 4 settembre dello stesso anno. Dopo una settimana, parte alla volta di Parigi per una specializzazione in teologia pastorale all’Institut catholique. In Francia rimarrà 3 anni divenendo anche vicario della parrocchia di Saint Sévérin. Tornato ad Alba è nominato, il 1° settembre 2008, vicario parrocchiale della Cattedrale e docente allo Studio teologico interdiocesano di Fossano. In questi 4 anni assumerà anche gli incarichi di direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale, responsabile della Comunità delle Sentinelle del mattino e referente diocesano dei seminaristi.