Maria Elena ed Enrico del <i>Mag</i> di Milano

BAROLO Barolo, tra le colline che regalano uno dei vini più pregiati d’Italia, quattro giorni di arte, letteratura, musica e cultura enogastronomica. Essere a Barolo in questi giorni significa essere al centro di uno scambio di emozioni. Sarà l’atmosfera di questo piccolo borgo trasformato, anche se per poco tempo, in una piccola capitale della cultura. Sarà l’essere continuamente a contatto con grandi scrittori e musicisti. Saranno le “creature selvagge” sparse per le stradine, sui balconi e sui tetti delle case. Ma sembra di essere fuori dal tempo e dalla realtà. In quale altro posto puoi passare dal grande scrittore Ian Mc Ewan che parla del suo rapporto con la scrittura, al concertone di Elio e le storie tese; passare dalle eleganti degustazioni di Barolo nelle cantine del borgo, alla birra sorseggiata tra le viuzze?

Tanti, tantissimi eventi e l’impressione di non aver tempo per seguirli tutti. Ma la cosa più bella, forse, è proprio perdersi e imbattersi per caso in un concerto, o in un reading letterario in una delle tante piazzette con le vigne e le colline sullo sfondo.

Tanti giovani ad assistere agli eventi e tanti anche a collaborare: aspiranti giornalisti della Scuola Walter Tobagi di Milano, studenti della Scuola Holden di Torino, ragazzi delle web radio sparse in tutta Italia. Oltre a tutti quelli che hanno lavorato all’ombra dei palchi, perché tutto potesse essere perfetto.

Tra gli incontri più significativi, quello con Roberto Saviano, che in una piazza rossa piena di persone ha risposto alle domande di alcuni ragazzi presenti. Il suo rapporto con la musica, con il cinema, ma anche quello con i lettori, sempre più indispensabili per il suo lavoro. Ma ciò che rimarrà senza dubbio di tutte queste Collisioni è il sentirsi parte di un piccolo borgo e un piccolo mondo fuori dal mondo.

Maria Elena Zanini ed Enrico Tata

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