Diritto al cibo e sicurezza alimentare per 60 mila persone in Burkina Faso

CUNEO Aggregare risorse economiche e competenze, valorizzare saperi e saper fare, mettere in rete soggetti attivi nella cooperazione tra Italia e Burkina Faso, ovvero costruire un percorso comune e condiviso per il futuro di uno dei Paesi più poveri al mondo (al 183° posto su 187 secondo i dati 2013 del Rapporto Nazioni unite sull’indice di sviluppo umano), ma anche chiave nel processo di stabilizzazione dell’area saheliana. È quanto si sono prefisse 25 Fondazioni di origine bancaria associate all’Acri – Associazione di fondazioni e di casse di risparmio spa – che insieme hanno dato vita all’iniziativa Fondazioni for Africa Burkina Faso. Al progetto partecipa la Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo.

Con una dotazione complessiva di 4,57 milioni di euro in tre anni, Fondazioni for Africa Burkina Faso www.fondazioniforafrica.org , avviata nel gennaio 2014, è in corso di realizzazione in 7 regioni rurali del Paese. Il progetto è realizzato in stretta collaborazione con 6 organizzazioni attive sul territorio italiano e in Burkina Faso − Acra-Ccs, Cisv, Lvia, Mani tese, Fondazione Slow food per la Biodiversità e Cespi − con oltre 27 associazioni di migranti, numerosi enti locali e organizzazioni internazionali.

Obiettivo è rimuovere le cause che impediscono l’accesso della popolazione a una nutrizione adeguata e promuovere iniziative capaci di dare vita a uno sviluppo sostenibile. Le leve: il sostegno all’agricoltura familiare, la microfinanza, la formazione, l’educazione alimentare, il ruolo delle donne.

Fondazioni for Africa Burkina Faso lavora anche con oltre 27 associazioni di migranti burkinabè in Italia e con la Fabi (Federazione associazioni del Burkina Faso in Italia): l’obiettivo è riconoscere e valorizzare il ruolo dei migranti come risorsa fondamentale per lo sviluppo delle loro terre d’origine. In Italia sono oltre 17.000 i migranti dal Burkina Faso, distribuiti su tutto il territorio: il progetto intende rafforzare la loro capacità d’azione, attraverso un percorso di formazione, e avviaretavoli di riflessione comuni.

Fondazioni for Africa Burkina Faso, inoltre, è impegnata nella creazione di collaborazioni e sinergie virtuose con gli Enti locali italiani, sostenendo iniziative di cooperazione in Burkina Faso di Regioni, Province e Comuni, attraverso il matching fund: un innovativo meccanismo di finanziamento che raddoppia l’importo complessivo dell’ente.

«Un futuro sostenibile si può costruire solo lavorando insieme: aggregando risorse e competenze, collaborando pubblico e privato, tessendo reti di solidarietà, questa volta anche oltre i confini dell’Italia», afferma il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti. «Di questo le Fondazioni di origine bancaria sono da sempre convinte e con questa consapevolezza e l’esperienza che ci deriva dalla realizzazione di altri progetti analoghi stiamo affrontando l’importante sfida di aiutare il Burkina Faso sul fronte del diritto al cibo e della sicurezza alimentare. Sono convinto – ha proseguito – che anche nel caso di questa iniziativa di cooperazione internazionale gettare pur solo qualche seme di buone pratiche e di diffusione dell’innovazione potrà dare abbondanti e buoni frutti».

«La Fondazione Crc da anni interviene sul proprio territorio per favorire l’accoglienza e l’inserimento sociale e culturale delle persone e delle famiglie immigrate, con particolare attenzione ai giovani di seconda generazione», commenta il presidente della Fondazione Crc, Ezio Falco. «Grazie al progetto promosso dall’ACRI e alla sinergia di 25 Fondazioni, possiamo intervenire direttamente a sostegno di uno dei Paesi più disagiati del continente africano, avvalendoci dell’esperienza di importanti realtà della cooperazione internazionale radicate nella nostra provincia».

«Lvia è presente in Burkina Faso da oltre quarant’anni accanto alle comunità locali per la promozione di uno sviluppo sostenibile attraverso interventi di approvvigionamento idrico ed igiene, sicurezza alimentare e lotta alla malnutrizione, tutela dell’ambiente attraverso la raccolta e valorizzazione dei rifiuti plastici», aggiunge il presidente di Lvia, Alessandro Bobba. «Questo progetto assume particolare rilevanza per quanto riguarda la “resilienza” delle popolazioni rurali, con una serie di azioni rivolte ad oltre 10.000 famiglie contadine affinché siano in grado di far fronte autonomamente alle crisi alimentari che periodicamente colpiscono i Paesi della fascia saheliana. Inoltre, la sinergia ed il lavoro in rete fra enti ed associazioni del nord e del sud del mondo possono essere la carta vincente per raggiungere gli importanti risultati che il progetto si prefigge».

Il traguardo da raggiungere è importante. Garantire insieme il diritto al cibo a 60.000 persone delle aree rurali del Burkina Faso e costruire, al contempo, una nuova cultura della cooperazione internazionale.