Cantonieri senza benzina

INCHIESTA «Abbiamo decine di mezzi fermi in magazzino che aspettano da anni di essere riparati, mancano i soldi per il ripristino e addirittura per l’acquisto del carburante, siamo costretti spesso a tagliare l’erba a mano con le vecchie falci per mancanza di fondi», spiegano a Gazzetta i cinque capocantonieri della zona di Alba, Langhe e Roero. Siamo andati a incontrarli nel centro della divisione agricoltura di Roddi. Volevamo capire quale fosse la situazione, essendo la Provincia di Cuneo al centro di tagli devastanti, che hanno portato al prelievo di 15 milioni di euro nel 2015, 30 nel 2016 e 45 nel 2017 in un bilancio che registra entrate annue pari a 47 milioni.

«Fino a 3 anni fa per i lavori di manutenzione delle strade venivano stanziati 1,5 milioni di euro annui, nel 2015 arriveranno 22.500 euro, facile capire come la situazione sia al collasso», spiegano i capocantonieri. «Nella nostra zona, da Sommariva Bosco a Castelletto Uzzone, operano 5 capocantonieri per un totale di 30 addetti su un’area che conta 914 km di strade provinciali e quindi oltre 1.800 km di banchine. Al momento, delle 4 trince in dotazione, datate 1982 o nella migliore delle ipotesi 1987, solo una è funzionante, un’altra verrà ripristinata entro un mese; dove non arriva prendiamo in mano la falce e facciamo un salto nel passato».

Sì, perché l’unica trincia può operare solo nei paesi in cui il Comune si fa carico dell’acquisto del carburante: «Fortunatamente, nella quasi totalità dei casi incontriamo la disponibilità dei municipi: quando questo non avviene siamo obbligati a usare la falce e togliere l’erba solo negli incroci più pericolosi», aggiungono i capocantonieri che tengono a sottolineare come gran parte dei problemi registrati nel marzo scorso, quando le copiose piogge hanno compromesso la situazione viaria del Roero e delle Langhe, abbiano radici precise: «Nel 2015 verranno riasfaltati 6 km di strada su 914 e la situazione più grave riguarda la pulizia dei fossi: prima venivano puliti 3 volte l’anno e, in una zona che presenta oltre il 70 per cento di strade a mezza costa, ci sono 250 interventi da completare, ma siamo con le mani legate».

Al collasso anche la manutenzione della segnaletica stradale orizzontale e verticale: «I cartelli stradali andrebbero sostituiti ogni 5 anni, i nostri ne hanno 25 e non possiamo far altro che raccogliere quelli danneggiati e buttarli in magazzino senza sostituirli (non ci sono soldi nemmeno per lo smaltimento dei rifiuti che restano così stoccati nei magazzini), i segnali orizzontali andrebbero ridisegnati ogni 3 anni, ma siamo fermi, senza mezzi e senza vernice».

È un misto di impotenza e rassegnazione: «Ci portiamo i decespugliatori e i motosega da casa, compriamo la miscela o l’olio, a volte siamo costretti a lavorare giorno e notte e purtroppo spesso ci sentiamo insultati da cittadini che riscontrando disservizi li imputano a noi, non capendo le condizioni in cui siamo costretti a operare».

A fare rabbia è proprio questo: «Noi siamo le prime vittime di questa situazione paradossale, vorremmo solo poter lavorare come un tempo con i mezzi necessari per mantenere pulite e sicure le nostre strade e i fossi della Provincia. Il Governo, che ha svuotato l’ente provinciale dall’interno, per un risparmio economico che in fin dei conti è minimo, non capisce che se non verrà fatta la dovuta manutenzione la situazione viaria si aggraverà sempre in maniera esponenziale, con costi decuplicati», concludono i cinque capocantonieri.
Marcello Pasquero