Colline Unesco a rischio frane

IL CASO «Il Governo aiuti i Comuni a difendersi dal dissesto idrogeologico che mette a rischio vite umane e, nel caso di Langhe, Roero e Monferrato, anche l’attrattività di un paesaggio riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità». Lo ha richiesto nei giorni scorsi il parlamentare albese di Scelta civica Mariano Rabino al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il quale ha replicato affermando che «la vulnerabilità del territorio italiano è conseguente alla conformazione geologica della penisola ma anche agli abusi edilizi e al consumo esasperato del suolo» e che una prima soluzione al dissesto potrebbe arrivare dal «Piano pluriennale di lavori varato dal Governo e dalle possibilità di spesa concesse ai Comuni con la nuova legge di stabilità che sblocca gli avanzi di amministrazione dal Patto di stabilità».

«I 700 milioni di euro che il Governo intende mettere in campo per sbloccare il Patto degli enti locali virtuosi e consentire loro di effettuare investimenti anche contro il dissesto non sono sufficienti e lo si comprende dal fatto che solo considerando i 3 mila interventi per la sicurezza del territorio inseriti nel Piano pluriennale la spesa raggiunge gli 8,4 miliardi di euro», ha ribattuto Rabino, aggiungendo: «Serve uno sforzo maggiore dello Stato e un intervento dell’Unione europea per far sì che le amministrazioni locali possano spendere con tempestività, in deroga al Patto e ai vincoli di bilancio, le somme necessarie a prevenire il dissesto idrogeologico», ha concluso Rabino.
Del resto, sulle 700 mila frane che si registrano in Europa 486 mila avvengono in Italia.

Enrico Fonte