“No” di Cuneo a Inproma. Ambientalisti soddisfatti

CERESOLE La Conferenza dei servizi riunitasi a Cuneo martedì scorso ha detto “no” alla richiesta dell’Inproma, l’azienda ceresolese che smaltisce carcasse animali, di trattare i grassi animali come combustibile anziché come rifiuto. La pronuncia si basa su un parere (fornito dal Ministero dell’ambiente al Comitato per la salvaguardia del territorio ceresolese) che precisa come, in assenza di una normativa specifica, il grasso debba continuare a essere trattato come rifiuto.
Il Ministero aggiunge, come noto, che «è in corso l’iter di concertazione di un decreto finalizzato a inserire alcune categorie di grassi animali, a certe condizioni, nell’elenco dei combustibili», provvedimento indispensabile ad allineare la normativa italiana a quella europea. Proprio le norme internazionali erano state evocate, invece, da un parere rilasciato dalla Regione secondo cui il grasso animale usato da Inproma avrebbe potuto essere già classificato come combustibile.
La decisione della commissione è stata accolta con favore dal comitato presieduto da Roberta Ferrero: «Il comitato in tutti questi anni», spiegano gli ambientalisti, «si è sempre battuto non certo per ostacolare l’attività dell’azienda con sede in Ceresole ma perché questa operi nel rispetto delle prescrizioni e a tutela dell’aria che i ceresolesi respirano. È vero che rispetto al passato è stato risolto, anche se non del tutto, il problema delle puzze, ma in ogni caso è di capitale importanza il controllo delle emissioni visto che, come risulta dai rilievi eseguiti dall’Arpa e pubblicati alcuni giorni fa dal Comune, l’aria che si respira a Ceresole non è delle migliori visto che è equiparabile a quella che si respira a Bra e ad Alba, che sono centri abitati di dimensioni ben diverse».
Per quanto riguarda gli altri punti dell’istanza presentata da Inproma, tra cui alcuni aspetti tecnici e una proroga per la realizzazione di un nuovo impianto, sono stati chiesti dagli enti preposti (Arpa, Asl-servizio veterinario) altri chiarimenti: il giudizio della Conferenza è sospeso per trenta giorni.
Chiude il sindaco Franco Olocco: «Seguiamo questa vicenda con attenzione come tutti gli aspetti che riguardano l’ambiente. ll comitato ha prodotto una documentazione importante per fare il quadro della situazione».
Anche la Provincia aveva chiesto un parere sulla questione al Ministero dell’ambiente, ma la risposta non è ancora arrivata.

Erica Asselle