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L’Associazione Mai+Sole porta il cucito tra i detenuti di Saluzzo

SALUZZO «Voglio ricucire la mia vita»: questa frase esprime la necessità di un cambiamento importante e un riscatto sugli errori commessi da cui nasce il progetto Mai+dentro dell’Associazione mai+sole di Savigliano, realizzato presso la Casa di reclusione di Saluzzo.

Questo progetto ha previsto delle attività di condivisione e creazione che potessero portare ad un dialogo tra i detenuti e le volontarie: comprendere la complessità della violenza e poterla combattere in modo costruttivo implica necessariamente prendere coscienza dei vari aspetti che la compongono, sia verso la vittima ma anche da chi la mette in atto.

Il laboratorio di sartoria è stata una proposta innovativa, non solo per il luogo scelto ma anche per i destinatari, che come riferisce un partecipante «persone che non hanno solitamente una propensione all’arte del cucito».

Le attività hanno portato alla realizzazione di borse con tessuti riciclati, create dai detenuti con l’aiuto delle volontarie dell’Associazione mai+sole Anna Maria Luciano, Lina Arese (sarta), Elena Barbero (sarta) e Adonella Fiorito.

Il progetto ha previsto un appuntamento settimanale di due ore per quasi tutto il 2015, i prodotti creati sono stati presentati a delle fiere da parte dell’Associazione e il ricavato è stato devoluto ai detenuti partecipanti, per l’acquisto di beni di prima necessità.

Dal contatto con queste persone è emerso che alcuni di loro non hanno un sostegno di una famiglia al di fuori del carcere e spesso sono soli, non a caso il valore aggiunto di questo questo laboratorio, è stata la nascita di amicizie tra detenuti reclusi in settori diversi.

Il progetto è stato percepito come un momento di evasione dalla “fortezza” in cui si trovano (come riporta un detenuto) in cui il tempo che passa pare eterno; inoltre l’apprendere nuove competenze che, una volta rilasciati, potranno essere messe a disposizione di altri: «Può essere un’opportunità per noi fuori da queste mura». Tutti i partecipanti hanno espresso il desiderio che il progetto possa proseguire nel anno successivo e di potervi partecipare.
L’Associazione mai+sole, colpita positivamente dai risultati, ripropone il progetto nel 2016 con inizio tra febbraio e marzo.
Un particolare ringraziamento, oltre ai partecipanti del laboratorio, viene rivolto al direttore della Casa di reclusione di Saluzzo Giorgio Leggieri, all’amministrazione penitenziaria e alle educatrici Nicolisi, Sannelli, Andolina e Boragna, senza la cui collaborazione non sarebbe stato possibile mettere in pratica il progetto.