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Marco, che ha in mano l'energia di Entracque

L’INTERVISTA Più albese di così non si può. Marco Delsanto si è laureato al Politecnico di Torino nel 2008 in ingegneria meccanica con una tesi di ricerca sulla tostatura delle nocciole. Il suo curriculum – è nato nel 1983 – rivela due stage alla Ferrero, dove di Tonda e gentile e simili in effetti se ne intendono. Alla fine, però, dopo aver indossato il tocco accademico, Delsanto è approdato all’Enel e ora, ad appena 33 anni, dirige la centrale idroelettrica di Entracque, dedicata a Luigi Einaudi, nella vallata del Gesso.
Un percorso inverso rispetto alle vicende di tanti giovani, “cervelli in fuga” come spesso li abbiamo descritti anche da queste colonne. Marco, molto legato alla sua terra, ogni giorno o quasi percorre la strada che porta da Alba al Comune del Parco naturale delle Alpi Marittime. Lo abbiamo intervistato dopo una visita alla centrale, un immenso impianto nel cuore della montagna che lascia strabiliati.
Come si sente in un incarico così importante, Marco?
«Il mio lavoro mi piace molto e sono contento di essere responsabile della centrale. L’impegno è complesso, ma stimolante. Ogni giorno cerco di imparare qualcosa di nuovo, sfruttando anche la grande esperienza del personale presente da molti anni».


Qual è stata la tua formazione post universitaria per dirigere la centrale?
«L’azienda ha creduto in me, permettendomi di fare esperienza. Nel campo della sicurezza ho effettuato i percorsi riservati ai responsabili del servizio di prevenzione: un obiettivo dell’Enel è ridurre l’esposizione dei lavoratori ai rischi, minimizzando la possibilità di infortuni e incidenti. Ho operato, inoltre, sul sistema di gestione ambientale attraverso l’adozione di strumenti rivolti a preservare l’ambiente e a promuoverne la tutela. Infine, mi sono costruito un’esperienza in ambito tecnico con la realizzazione di nuovi impianti idroelettrici e il coordinamento dello staff e delle imprese».
Qual è il tuo ruolo oggi?
«Sono il responsabile delle centrali di Entracque e Andonno».
Che cosa significa, in pratica? Che cosa fai?
«Il mio compito, oltre alla gestione del personale (27 collaboratori) sta nel garantire il funzionamento delle centrali effettuando controlli/attività manutentive necessarie a massimizzare l’efficienza e la disponibilità degli impianti».
Che cosa porti di Alba a Entracque?
«Mi porto Alba! Colleghi e visitatori chiedono informazioni sul tartufo, i vini, la Tonda e gentile. Io consiglio loro i paesaggi unici al mondo e la visita alle colline».
Quale ruolo svolge la centrale Einaudi nella produzione di energia del Paese?
«La centrale di Entracque è inserita nel Piano di riaccensione del sistema elettrico nazionale (in caso di black out). Inoltre, ha un ruolo importante legato alla regolazione dell’intermittenza delle fonti rinnovabili non programmabili (l’energia ricavata dall’eolico e fotovoltaico)».
Puoi spiegarci meglio?
«Tramite la funzione di pompaggio la centrale è in grado di assorbire l’energia da fonti rinnovabili in esubero sulla rete (che non può essere immagazzinata), trasformandola in energia potenziale idraulica. Viceversa, questa energia viene restituita alla rete durante la fase di generazione. La centrale è di fatto assimilabile a una grande batteria ad acqua. Una curiosità legata all’aumento del fotovoltaico è stato il ruolo di questa tipologia di impianti durante l’eclissi solare del 2015, un fenomeno impensabile fino a pochi anni fa per il sistema elettrico. Durante la fase di maggiore oscuramento, per sopperire alla mancata produzione degli impianti solari, è stato necessario incrementare il carico, attivando gli strumenti di pompaggio in produzione. Al contrario, durante la fase di eclissi calante sono stati impegnati gli impianti di pompaggio in assorbimento, per ridurre il carico sulla rete».
Maria Grazia Olivero