Io, d’estate, sono al lavoro. I ragazzi canalesi raccontano i loro stage

CANALE
Durante le vacanze, quindici ragazzi hanno fatto le prime esperienze in azienda
Una bella occasione di crescita personale oltre che professionale. Così sintetizzano Estate lavoro i giovani canalesi che vi hanno preso parte.
Quindici, quest’anno, il diciottesimo, dall’estate nel 1999, quando il Comune di Canale lo ha proposto la prima volta, già con il supporto della cooperativa Orso.
Alla consegna degli attestati, mercoledì 28 settembre, in sala consiliare, dei quindici che hanno impegnato le vacanze estive a lavorare, erano però presenti solo in quattro. Ad accoglierli, oltre a Simona Grillo per la Orso, Enrico Faccenda, Lidia Destefanis e Giuliano Ferrero per il Comune.
Prima di ricevere gli attestati, i ragazzi hanno raccontato brevemente la propria esperienza lavorativa, sottolineando l’accoglienza delle aziende e si sono detti soddisfatti per aver speso in questo modo parte del loro tempo estivo. <EM>
Simona Grillo ha evidenziato la disponibilità delle aziende ad accogliere i giovani, sottolineando come il territorio risponda bene a questa richiesta. Enrico Faccenda e Lidia Destefanis si sono detti soddisfatti per i riscontri di questa proposta, manifestando la volontà di proseguire il progetto Estate lavoro, nonostante le risorse sempre più ristrette a disposizione.
Elena Chiavero

Le voci dei ragazzi

«Sono stato accolto a braccia aperte, mi sono trovato bene e ho imparato molto. Sono contento perché ho speso bene il mio tempo estivo», racconta uno dei ragazzi.
Dello stesso parere anche Paolo, che ha fatto lo stage in farmacia: «Sono stati tutti disponibili e sono entrato in contatto con persone nuove. Non sapevo quale lavoro ci fosse dietro a una farmacia. L’esperienza estiva era abbastanza collegata al mio percorso di studi, in quanto frequento
il liceo scientifico».
Anche per un altro ragazzo Estate lavoro è stata un’esperienza formativa che lo ha aiutato a crescere. «Ho lavorato nello staff di Estate ragazzi e anche se questo percorso non era collegato ai miei studi è stata comunque un’esperienza importante. Per la prima volta ho capito cosa volesse dire trovarsi dalla parte degli educatori e avere delle responsabilità verso gli altri».

e.c.