Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Punti di forza e le criticità della Granda secondo la Fondazione Crc

FONDAZIONE CRC Tempo di bilanci per la Fondazione Crc.

Il presidente Giandomenico Genta spiega: «Alla vigilia del nuovo anno, è naturale fare una riflessione sulle importanti scelte strategiche che ci attendono come fondazione per contribuire allo sviluppo economico e alla coesione sociale del nostro territorio. Utili indicazioni ci arrivano, dalla lettura della classifica annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle province italiane, pubblicata nel mese di dicembre, che colloca Cuneo al 18° posto nel 2016, così come dal Rapporto competitività delle aree urbane italiane 2016  che sarà a breve disponibile sul nostro sito. Analisi che dipingono un quadro di luci e ombre della provincia di Cuneo».

Genta prosegue: «Al di là dei migliori o peggiori posizionamenti della provincia cuneese nelle classifiche nazionali è importante tenere conto dei dati che mostrano le maggiori difficoltà o arretratezze, su cui occorre lavorare. La provincia di Cuneo si presenta ancora oggi, nonostante la fatica della fase di crisi che abbiamo attraversato, una comunità locale coesa e inclusiva, che conta sul ruolo della famiglia e della solidarietà, come evidenziano il numero di onlus registrate per abitante, con livelli di disoccupazione contenuti, soprattutto per i giovani, e un sistema produttivo intraprendente che garantisce ancora buoni livelli di reddito, in un contesto di elevata qualità ambientale».

Non mancano però le note negative

Evidenti gli aspetti nei quali il Cuneese risulta meno competitivo, tanto da perdere 11 posizioni nella classifica del Sole 24 ore rispetto al 2015, soprattutto in un’ottica di lungo periodo: «Sono ancora troppo limitati gli investimenti in innovazione e ricerca (start up), livelli di scolarità bassi rispetto alla media (ancora pochi laureati nella fascia 25-35 anni), un deficit di infrastrutture e reti sia materiali sia immateriali (scarsa accessibilità alla banda larga per una elevata percentuale di popolazione), un’offerta culturale frammentaria e non del tutto valorizzata (bassa percentuale di librerie per abitanti e di ingressi a spettacoli), non sufficienti alcuni servizi essenziali per il sostegno alle famiglie (a partire dalla limitata disponibilità di posti in asili nido prima infanzia rispetto alla domanda potenziale)»

In questo contesto Genta sottolinea gli obiettivi cui la Fondazione Crc può contribuire: «La Crc intende partire da questi segnali di criticità come stimolo per rinnovare il proprio impegno a fianco degli enti del territorio, a partire dal programma operativo 2017»

Intanto, il Consiglio Generale sarà impegnato nei primi mesi del 2017 nella definizione del prossimo Piano Programmatico Pluriennale, che dovrà orientare l’azione dell’ente per il quadriennio 2018-2021, con l’individuazione dei principali ambiti di intervento e degli obiettivi generali da perseguire.