Profughi: un progetto condiviso tra undici Comuni e Asl

BRA Il Comune di Bra, insieme agli altri dieci (Ceresole, Cherasco, La Morra, Narzole, Pocapaglia, Sanfrè, Santa Vittoria, Sommariva del Bosco, Sommariva Perno e Verduno) che fanno parte del Distretto 2 dell’Asl (ex consorzio socio-assistenziale Intesa), ha scritto al prefetto di Cuneo per rispondere alla richiesta di accoglienza di rifugiati sul territorio. Spiega l’assessore braidese ai servizi sociali Gianni Fogliato: «La Prefettura chiedeva a noi e ai Comuni del bacino indicazioni operative sulla nostra modalità di accoglienza di profughi e rifugiati, che l’accordo tra Anci e Ministero dell’interno assegna in ragione di circa tre ogni mille abitanti».
E prosegue: «Ci siamo trovati con i rappresentanti dei Comuni dell’ex Intesa per stabilire una strategia unitaria. Abbiamo deciso di optare per la programmazione Sprar (Servizio per richiedenti asilo e rifugiati) che offre un tempo di sei mesi per l’accoglienza e l’integrazione del rifugiato nelle comunità, anche con un progetto di vita attivo, che prevede la ricerca del lavoro e dell’abitazione».

Sotto la regià dell’Asl

Il sindaco Bruna Sibille sottolinea «l’importanza di gestire in modo condiviso fenomeni epocali ed estremamente complessi come quello dell’immigrazione degli stranieri. L’unione delle forze dei vari Comuni, sotto la regia dell’Asl – che ormai da alcuni anni gestisce i servizi socio-assistenziali dell’area – permetterà di dare risposte più efficaci».
Nella lettera condivisa inviata al prefetto sono state poste tre condizioni irrinunciabili: che il calcolo venga fatto sulla base dell’intero ambito territoriale e non per singolo Comune, che l’Asl Cn2 sia la capofila del progetto e che sia inserita la “clausola di salvaguardia”, ovvero che se si attiva questa procedura non è più possibile che la Prefettura chieda ulteriormente a privati, enti o associazioni del territorio di accogliere ulteriori rifugiati.
Conclude Gianni Fogliato: «Al momento siamo in attesa di ricevere la risposta prefettizia per avviare la progettazione dell’accoglienza».
Diego Lanzardo
Valter Manzone