Ad Alba letture e canzoni per presentare l’itinerario di Memorie partigiane

RESISTENZA Antonio Buccolo, Mario Marengo e Fernando (Nando) Vioglio, con il sostegno di Bianca Roagna, hanno terminato, con l’Itinerario città di Alba, la serie di volumi voluti dall’Anpi cittadina – presieduta da Enzo Demaria – con il Colle della Resistenza e il centro studi Beppe Fenoglio. Il percorso numero 7, con la prefazione di Edoardo Borra, sarà presentato venerdì 5 maggio, alle 21, in sala Beppe Fenoglio, all’interno del cortile della Maddalena.

L’incontro sarà accompagnato da uno spettacolo a cura di Barbara Borra, che insieme con le sue giovanissime allieve Caterina, Chiara, Elisabetta, Giulia, Maddalena e Sabrina, darà corpo, voce, con canzoni, e musica alla memoria. Racconti di Beppe Fenoglio saranno letti e interpretati da Alessia Bianchi e Marco Gelsomino.

Per redarre l’itinerario Buccolo, Marengo e Vioglio hanno prima portato a termine una ricerca bibliografica per arrivare a una guida attraverso il tempo seguendo le vie della città, con i loro simboli nuovi – come il monumento alla Resistenza opera di Umberto Mastroianni, eseguito nel ’94 per i cinquant’anni della Liberazione – e vecchi, soprattutto le lapidi dei caduti che costellano il centro, ma non solo. Non si sono fermati all’esistente, ma hanno fatto emergere personaggi rimasti in ombra.

Non mancano i documenti nuovi, inediti, come il racconto di Michele Buccolo, agente di custodia padre di Antonio, e la fotografia della pagina del registro delle carceri su cui vennero immatricolate le vittime dell’eccidio del 18 novembre 1944. I dati e le impronte digitali sono accanto all’indicazione deceduto e una croce blu, burocratica sottolineatura di quanto disposto dall’«autorità militare» fascista: morte senza processo.

Tra le immagini inedite ve ne sono delle ex carceri San Giuseppe, altre del Seminario minore – ora scuola media Vida – sede del Comando repubblicano.
Alle epigrafi il volume dà nuovo corpo, ricostruendo i fatti che portarono i partigiani alla fucilazione o a cadere in combattimento «nella lotta per la liberazione» e la loro biografia, oltre a una foto, quand’era disponibile. L’itinerario, come i sei che l’hanno preceduto, è destinato a essere una guida per la memoria, un vademecum per orientarsi tra i luoghi e soprattutto i nomi di coloro che – per riprendere citazione di  Wislawa Szymborska nella prefazione di Borra – con il loro sacrificio ci restituirono «la normalissima possibilità di perdersi a fissare le nuvole».

p.r.