Olivero annuncia: “Il 2018 sarà l’anno del cibo per l’Italia e Alba avrà un ruolo di primo piano”

Enrico Crippa

CIBO Il 2018 sarà l’anno del cibo, ad annunciarlo il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e quello dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

Dopo il 2016, Anno nazionale dei cammini,  e il 2017, Anno dei borghi, il 2018 sarà l’Anno del cibo italiano.  Il Made in Italy agroalimentare, infatti, coniugando il saper fare con le bellezze artistiche e paesaggistiche del territorio, rappresenta uno dei migliori biglietti da visita del nostro Paese nel mondo.

Perché il cibo, insieme all’arte, racconta la storia delle nostre terre e delle comunità che le abitano e costituisce un patrimonio immenso di eccellenze. E’ la nostra forza e il nostro orgoglio.

“Il progetto – sottolinea il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero – è partito dall’Expo di Milano: evento grazie al quale abbiamo rafforzato la promozione della cultura del cibo, inteso come strumento di uguaglianza tra i popoli e come chiave per la tutela della biodiversità e delle sviluppo sostenibile del Pianeta. Dedicare, perciò, il 2018 al cibo italiano non è per nulla banale. Anzi. Significa ancora una volta valorizzare la qualità e la sicurezza in grado di rendere unici i nostri prodotti”.

Alba avrà un ruolo di primo piano

Il viceministro aggiunge: “Il nostro territorio ha scoperto ormai da diversi anni lo straordinario valore del cibo come testimonial di paesaggio, cultura, tradizioni. Lo provano il livello altissimo della ristorazione, i molti chef stellati, il gran numero di prodotti a indicazione geografica, capaci di associare la qualità al territorio. Ogni area della nostra provincia ha produzioni caratteristiche e tradizioni culinarie di grande valore. Per tutti questi motivi nel 2018 il Cuneese potrà giocare un ruolo centrale. Il fatto che la selezione dei concorrenti italiani per il celebre concorso mondiale di cucina “Bocuse d’Or” si svolga ad Alba è un’ulteriore prova che l’Italia guarda alle nostre terre per affermare la cucina italiana nel mondo. E, insieme, la sua cultura alimentare e del vivere bene”.