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Aec fa ricorso al Tar dopo il no del sindaco al teleriscaldamento

ASTI Torna alla ribalta il contestato impianto di teleriscaldamento che, nelle intenzioni dell’impresa proponente, dovrebbe sorgere nel perimetro dell’ospedale per garantire l’alimentazione degli impianti termici della struttura sanitaria e di decine di palazzi delle zone nord e ovest della città. Asti energia e calore (Aec), la società costituita da Asp, Iren energia e altri soci per realizzare l’opera, ha fatto ricorso al Tar del Piemonte contro la lettera firmata circa due mesi fa dal neosindaco Maurizio Rasero, con la quale si comunicava alla società proponente il non interesse della nuova Amministrazione comunale alla costruzione della maxi caldaia.

Per l’Aec, rappresentata dagli avvocati torinesi Claudio Vivani e Carlo Merani, ci sarebbe stato un eccesso di potere del sindaco Rasero nel firmare la lettera. La precedente Amministrazione guidata da Fabrizio Brignolo aveva invece appoggiato il progetto, salvo poi decidere nel marzo scorso di fermare tutto e di lasciare lo scottante dossier alla nuova Giunta che si sarebbe formata dopo le elezioni. Le differenti prese di posizione dell’ente di piazza San Secondo non sono piaciute ad Aec, che ha chiesto al Tar di annullare la lettera e quindi far ripartire l’iter delle autorizzazioni. «Ho ricevuto la citazione davanti al Tar e ho affidato la pratica al nuovo segretario comunale per gli atti di sua competenza», si è limitato a dire ieri Rasero.

I tempi della discussione del ricorso potrebbero essere non brevissimi, visto che gli avvocati di Aec non hanno chiesto ai giudici la sospensiva della lettera del sindaco.

Paolo Cavaglià