Scopriamo perché gli occhiali in piemontese sono detti “Baricole”

ABITARE IL PIEMONTESE

Baricole: Occhiali da vista o da sole

Quanti, per leggere, debbono indossare un paio di occhiali? Questa settimana si parla dello strumento fondamentale ad acuire o proteggere il prezioso senso della vista. Va notato l’interessante legame linguistico con baricc, così chiamato in piemontese chi soffre di strabismo. Le curiosità sono numerose ed eterogenee: con il beneficio del dubbio, esploriamole senza nulla inventare, cominciando dal fatto che non esista il singolare di baricole.

Di etimologia antica, la radice bar-, ha chiare origini greche, ma i latini l’hanno acquisita per indicare gli estranei/esterni alla romanità; “barbarus”, infatti, è inteso come “straniero, che parla male la lingua”. E a cosa servono gli occhiali, se non anche a veder meglio un lingua scritta?

A proposito di barbari e delinquenza, in un testo del 1910 curato da Emanuele Mirabella intitolato ‘Malavita: gergo, camorra e costumi degli affiliati’, sfogliando l’elenco di parole della lingua furbesca, si trova barricole, tradotto chiaramente con occhiali; l’unica differenza è che nella grafia piemontese la “o”, si legge “u”.

Rispetto alla sua origine, vi sono riferimenti intermedi sin dalla lingua provenzale con bericìes e poi alla più vicina Liguria, dove ancor oggi gli occhiali sono le barricole. Testimone è un curioso testo che mi è capitato di sfogliare; si tratta di “Morte a credito” di Céline, tradotto dal ligure Giorgio Caproni  in cui si legge: “Quand’era presa da incertezza o perplessità, di dietro le barricole il suo sguardo viaggiava proprio come quello d’un’aragosta“.

Del resto l’influenza ligure, che piaccia o no, è presente nel piemontese. Basti pensare al fatto che l’epiteto stàssi, attribuito a qualcuno un po’ imbambolato, faccia riferimento ai famosi Liguri Stazielli.

Infine non si può far finta di non notare la radice bar- in almeno tre vini tipici di queste parti: Barbaresco, Barbera e Barolo. Vogliamo parlare di Barrique? L’anello di congiunzione l’ha trovato il giovane imprenditore albese Lorenzo Del Tufo, dando vita ad una linea di occhiali, con le asticelle laterali in legno di barrique. Come si chiama la linea? Ovvio, Barriqule!

Paolo Tibaldi