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Ecco Panama, il nuovo singolo hip hop rap di Rotten family

 

ALBA La Rotten family è un gruppo composto da Alessandro Servetti (in arte Egy, che si occupa della produzione musicale), Matteo Gilestro (Gile) e Antonio Trillicoso (Lakitony) – entrambi alle rime e alle liriche. Tutti e tre sono nati e cresciuti ad Alba. Nel febbraio 2016 avevano detto a Gazzetta: «L’hip hop-rap è sempre stato la nostra passione, il nostro credo». Dopo due anni li incontriamo in occasione dell’uscita del loro nuovo singolo, Panama.

Qual è la storia di Panama, che cosa avete voluto comunicare con questo brano?

«Era la prima sera che ci incontravamo con Simoke, produttore romano, venuto fino ad Alba solo per lavorare con noi. Appena entrati in studio si è creata una grande sintonia, sia a livello di suono che di idee e, nel giro di poche ore, è nata la prima versione di Panama. Abbiamo fatto tutto da soli, dalla registrazione al mix al mastering, curando anche la parte social di diffusione del pezzo. Panama rappresenta la crescita del nostro sogno, un’evoluzione musicale, credere in quello che si fa, ed è proprio questo che vorremmo comunicare: bisogna seguire le proprie ambizioni, lavorarci costantemente e non smettere mai di sognare, solo così si possono ottenere risultati e realizzare cose che paiono molto complesse».

Dall’ultima volta che ci siamo visti cos’è cambiato? Quali sono state le scelte e le vicende che avete attraversato?

«È cambiato tutto. Abbiamo attraversato periodi difficili, lontani l’un l’altro, ottomila chilometri (nel vero senso della parola, uno di noi è vissuto per 5 mesi in Madagascar), ma non abbiamo mai smesso di lavorare insieme. Nonostante la distanza, nonostante le difficoltà personali. Poi sono usciti il nostro primo album, MayDay, disponibile su tutti i digital store e le piattaforme di streaming; e un mixtape, Barre crude mixtape, disponibile sul nostro sito. Ma la vera svolta è stata l’uscita di Panama. In seguito alla realizzazione del pezzo Simoke è diventato ufficialmente membro della Rotten family, e ora tutti e quattro insieme stiamo lavorando al nuovo disco, il più bello, prodotto da Egy e Simoke, con le rime Gile e Lakitony. Verso fine estate uscirà il secondo singolo estratto dall’album al quale stiamo già lavorando. C’è motivo per restare connessi».

Il panorama musicale locale e nazionale è in rapido cambiamento, con l’emersione di nuovi generi e artisti. Cosa ne pensate e come si colloca la vostra musica all’interno di questo contesto?

«Siamo felici del cambiamento di scenario, per noi la musica è innanzi tutto libertà. Libertà del dire ciò che si vuole, nel creare il suono che si ritiene più rappresentativo. Non ci vogliamo identificare in nessun genere, semplicemente vogliamo trasmettere ai nostri ascoltatori ciò che siamo e ciò che proviamo attraverso la musica».

Matteo Viberti