Alba: in gran parte vandalizzate le 320 bici a pedalata assistita

Sotto le torri è arrivato Bus2bike: nuovi bus e 320 bici a pedalata assistita

ALBA Dove sono finite le 320 biciclette elettriche messe a disposizione degli albesi dall’amministrazione, in collaborazione con Bus Company per una maggiore mobilità sostenibile? Sono molti i cittadini a chiederselo e tra questi i consiglieri di centro destra Emanuele Bolla e Sebastiano Cavalli che hanno dato vita al progetto Alba 2019.

Presentato con grande e giustificata enfasi “Bus2Bike”, rappresenta il primo e innovativo servizio di bike sharing che ha portato in città 320 bici a pedalata assistita, con la possibilità di individuare le due ruote con l’app Eazymov.

Bolla e Cavalli hanno verificato attraverso l’app Eazymov la posizione delle biciclette elettriche che dovrebbero essere a disposizione per il servizio di mobilità integrata al trasporto urbano cittadino. È stato possibile localizzarne circa una ventina, mentre alcune risultano immagazzinate nell’area del terminal dei bus.

Per fare chiarezza sulla mancanza di circa 300 biciclette il consigliere Emanuele Bolla, insieme al collega Sebastiano Cavalli, ha presentato un’interrogazione e spiega: «Le biciclette in città dovrebbero essere oltre 300, mentre dalle nostre verifiche sembrerebbe circolarne solo una ventina. Abbiamo chiesto chiarimenti all’Assessore competente Rosanna Martini, anche perché se le biciclette a disposizione sono così poche il servizio viene di fatto meno. La differenza tra i primi giorni di questo nuovo servizio e gli ultimi mesi si nota anche in città. Mentre al lancio le biciclette erano diffuse in tutta la città e si vedevano circolare in modo frequente, oggi non ve n’è quasi più traccia e bisogna impegnarsi in una caccia al tesoro per ritrovale. Capiamo che con il passare della bella stagione il servizio possa subire un piccolo rallentamento, ma ad oggi è di fatto annullato. Non dimentichiamo che il bikesharing potrebbe essere utile anche nella stagione autunnale, specialmente in periodi di traffico intenso come quelli a ridosso della Fiera”.

Bolla conclude con una considerazione sul costo del servizio: “Fermo restando il fatto che ci sono pochissime biciclette disponili, crediamo che il costo del servizio sia eccessivo e disincentivi l’utilizzo delle biciclette: senza abbonamento una pedalata di mezz’ora costa all’utente due euro e cinquanta. Davvero troppo. L’idea del servizio di bikesharing è interessante, ma con queste modalità sembra non funzionare. Bisogna cambiare qualcosa».

Gazzetta ha contattato l’assessore Rosanna Martini che molto amareggiata spiega: «Solitamente non rispondo sui giornali, ma in consiglio alle interrogazioni, in questo caso devo comunque esprimere la mia grande delusione nei confronti del comportamento di molti cittadini albesi. Sono state decine, infatti, le biciclette vandalizzate nei mesi estivi. Questo è un atteggiamento imperdonabile, specie tenendo conto che la nostra città è stata scelta a livello nazionale perché ritenuta più matura rispetto ad altre città per un servizio avanzato di mobilità sostenibile. La gran quantità di bici danneggiate dimostra che manca il senso civico tra molti nostri concittadini».

Martini conclude: «In consiglio renderò pubblici i numeri delle bici vandalizzate, non è da escludere che la società che gestisce il servizio possa sospenderlo visto il comportamento di molti incivili che rischiano di vanificare un’opportunità unica per la città di Alba».

Marcello Pasquero

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