Domenica 23 dicembre il concerto dei Neri per caso in piazza Duomo

ALBA Nati come gruppo a Salerno, dove iniziano a suonare nei diversi locali, esordiscono sul palco dell’Ariston nel 1995, con il brano “Le ragazze”. Senza strumenti di accompagnamento, ma con solo le loro sei voci a modularsi insieme e a creare infinite sonorità, vincono tra le nuove proposte del festival di Sanremo e conquistano il pubblico italiano. Sono Mario Crescenzo, Massimo De Divitiis, Ciro Caravano, Domenico Pablo “Mimì” Caravano, Gonzalo Caravano e Daniele Blaquier, meglio conosciuti come i Neri per caso. Nella loro carriera hanno pubblicato numerosi album, collaborando con artisti di primo piano del panorama italiano, come Lucio Dalla, Claudio Baglioni, Loredana Berté e Ornella Vanoni. Con all’attivo diverse raccolte dedicate al Natale, avranno di certo un ricco repertorio da proporre al pubblico albese domenica 23 dicembre, quando alle 17 si esibiranno in piazza Risorgimento nell’ambito delle Notti della Natività. In attesa del concerto, che sarà a ingresso gratuito, abbiamo intervistato Mario Crescenzo.

Mario, se ripensa agli esordi dei Neri per caso negli anni ’90, com’è nata l’idea di formare un gruppo vocale a cappella?

In realtà non abbiamo mai avuto l’idea di formare un gruppo a cappella, ma è qualcosa che entrato in modo spontaneo nelle nostre vite. Basti pensare che in quegli anni non sapevano neppure che cosa significasse esibirsi “a cappella”. Però di un aspetto eravamo certi: eravamo perfetti per cantare insieme, io e la mia dote di voce bassa fin dall’adolescenza, Ciro e il suo orecchio assoluto, Massimo e la sua anima soul, Mimì e la sua genetica attitudine da crooner e Gonzalo con la sua prodigiosa intonazione. Senza saperlo, fin da subito ci siamo sentiti a nostro agio come gruppo vocale. Ed è molto raro trovare sei soggetti così ben formati e affiatati, a partire dalle primissime prove insieme.

Crescenzo, De Divitiis, i tre Caravano e Daniele Blaquier: insieme sono i Neri per caso, sabato ad Alba.

Come si è evoluta negli anni la vostra musica?

Siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, in una costante evoluzione da tradurre in musica. Allo stesso tempo cerchiamo di rimanere fedeli allo stile a cappella, che ci regala da sempre molte soddisfazioni, a più di vent’anni dal nostro esordio sul palco di Sanremo. Come diceva Pierangelo Bertoli, sentiamo di muoverci “con un piede nel passato e lo sguardo dritto al futuro”. A tal proposito, ci piacerebbe molto pubblicare un nuovo disco di inediti, ma al momento ci stiamo solo ragionando.

Quale repertorio proporrete ad Alba?

Abbiamo intenzione di proporre una selezione dei nostri brani preferiti della tradizione natalizia, in particolare abbiamo voluto attenerci il più possibile alle “Christmas carols”, che appartengono alla tradizione inglese ma sono cantate in tutto il mondo. Anche dove l’inglese è conosciuto poco o ha una pronuncia non proprio corretta, è bello trovarsi per cantare “Jingle bells”, per esempio. Ma non mancheranno i brani del nostro repertorio storico, come “Le ragazze” o “Sentimento pentimento”. Ad ogni nostro concerto, ciò che conta per noi è la gioia di condividere ogni brano con il nostro pubblico e di divertirci insieme a loro!

Francesca Pinaffo