Industriali cuneesi alla sfida di uno sviluppo sostenibile

ALBA “Competitività e responsabilità sociale di impresa”: è questo il titolo scelto per la conferenza annuale di Confindustria Cuneo, che si è svolta ieri, lunedì 1° luglio, ad Alba, nella sede del gruppo Miroglio. Si è trattato di un momento di confronto, ma soprattutto di un messaggio per gli industriali della Granda, in modo da arrivare a un cambiamento collettivo, come ha esordito il presidente Mauro Gola: «È opinione di molti che, nelle sfide sociali, le imprese siano uno dei problemi: di certo alcuni errori del passato hanno contribuito a creare questo pensiero, ma le aziende moderne non contribuiscono ad alimentare il luogo comune. È anacronistico pensare che vi sia incompatibilità tra performance economica e problemi sociali: le nostre imprese infatti non traggono profitto dai problemi, ma ottengono molto di più dalla loro risoluzione». Sono 17 gli obiettivi posti nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu (Organizzazione delle nazioni unite) a cui guardano anche gli industriali cuneesi: dall’istruzione alla salute, dalla povertà all’ambiente, per fare alcuni esempi. Come ha proseguito il presidente Gola, «la posta in gioco è alta: ne va della sopravvivenza del pianeta, ma anche del futuro economico, sociale e civile dei nostri Paesi: urge riportare lo sviluppo su un percorso di crescita sostenibile e inclusiva per tutti».

Gazzetta d’Alba ha affrontato l’argomento anche con Giuliana Cirio, direttore di Confindustria Cuneo.

Cirio, quanto è importante oggi parlare di responsabilità sociale delle imprese?

«È fondamentale, soprattutto in una provincia come la nostra, che ha indicatori economici positivi e che quindi può permettersi d’investire su modelli sostenibili, più difficili da portare avanti in contesti penalizzati dalla crisi degli ultimi anni. Con la conferenza, abbiamo voluto mettere in chiaro la necessità d’intraprendere un percorso nuovo, che molte imprese hanno avviato. Il punto di arrivo è una vera e propria coscienza sociale, che metta al primo posto aspetti purtroppo trascurati per decenni, dall’ambiente all’attenzione alle persone e ai loro bisogni».

Come si riesce a conciliare il lavoro d’impresa con l’attenzione al sociale?

«Chiaramente il fattore economico e la competitività sono elementi intrinseci delle imprese, ma questo non esclude un’attenzione per tutto ciò che è sostenibilità. Anzi, è dimostrato che le imprese considerate responsabili ottengono performance positive proprio per via di questo aspetto: come dimostrano alcuni dati, 7 consumatori su 10 scelgono le aziende che dimostrano un approccio sostenibile, nel quale tendono a riporre la loro fiducia con maggiore facilità».

La Granda leader economico anche nel 2018

La Granda, con i suoi 248 Comuni e una popolazione attiva di 272.497 abitanti, si conferma anche nel 2018 come una delle province più virtuose del Piemonte e a livello nazionale, come Gazzetta ha più volte documentato. Lo dicono i dati elaborati dal Centro studi di Confindustria, a partire da un Pil (Prodotto interno lordo) pari a 18,9 miliardi di euro, con una crescita dell’1,8 per cento rispetto al 2017.

La ricchezza prodotta rappresenta il 14 per cento di quella piemontese e il Cuneese mantiene la seconda posizione per apporto fornito alla crescita del valore aggiunto regionale, dopo Torino. Nel 2018 il tasso di disoccupazione si è fermato al 4,3 per cento, contro la media piemontese dell’8,2. Anche il tasso di disoccupazione giovanile, pari al 19,8 per cento, è più contenuto rispetto al 30 registrato in regione. Le imprese attive in provincia sono 46.454, di cui quasi 5mila manifatturiere: queste rappresentato il 10,4 per cento del totale e il 29,5 per cento in termini di addetti, con 53.210 occupati.

Anche l’export dà segnali positivi: nel 2018 ha superato il valore di 8 miliardi di euro, con un aumento del 5,2 per cento rispetto al 2017. Se si considerano i soli beni manifatturieri, il valore delle esportazioni cuneesi è pari a 7,7 miliardi di euro, con una crescita del 4,1 per cento rispetto al 2017. A livello regionale, infatti, la Granda è la seconda provincia esportatrice del Piemonte: dal Cuneese proviene il 16,8 per cento delle vendite sui mercati esteri.

Francesca Pinaffo