Il Museo del tartufo (Mudet) sarà allestito da inizio 2020

ALBA Il 21 settembre partirà una stagione del tartufo bianco che dopo le frequenti piogge estive si annuncia particolarmente ricca di tuber magnatum Pico. Nel frattempo, dal 1° settembre è scattato il divieto assoluto di raccogliere tartufi per tre settimane. Quella che comincerà potrebbe essere l’ultima stagione senza Mudet (Museo del tartufo), il museo interattivo che sorgerà ad Alba e Montà e il cui allestimento dovrebbe partire nei primi mesi del 2020.

Ecco come si presenteranno le sale del museo secondo quanto previsto dalla squadra di progettisti.

A curare il progetto l’architetto Antonello Stella, docente dell’Università di Ferrara e vero esperto nell’allestimento di musei all’avanguardia, a capo del gruppo che si occuperà di immaginare il Mudet. La squadra di Stella ha presentato un progetto di fattibilità tecnico- economica approvato dalle due Amministrazioni comunali ed entro la fine del 2019 dovrebbe presentare il progetto esecutivo. Già reperita gran parte dei fondi, con la Regione che finanzierà 3 dei 4 milioni di euro previsti per i due musei. Ad Alba andranno 1,2 milioni di euro, a Montà 1,8 milioni. Per coprire la restante parte di fondi la città del tartufo potrebbe mettere mano all’avanzo, ma un aiuto importante dovrebbe arrivare dalle fondazioni bancarie.

Il doppio museo strizzerà l’occhio alle nuove tecnologie con una grande attenzione alla parte multimediale e all’interattività, messa al servizio della conoscenza del prezioso tuber magnatum Pico, che potrà essere studiato, ammirato e “annusato” anche nei periodi lontani dalla raccolta.

Ad Alba il museo sorgerà nell’ala del cortile della Maddalena rimasta vuota dopo il trasferimento del liceo artistico, su una superficie di 600 metri quadrati. Nelle sale sarà messa in scena la storia del tartufo tra costume e folclore con aneddoti e testimonianze dei personaggi che hanno scritto la storia di Langhe e Roero.

A Montà il museo sorgerà su una superficie di 900 metri quadrati, sotto piazza Vittorio Veneto. Al complesso roerino sarà dato un taglio maggiormente emozionale e sensoriale, con una particolare attenzione ai tartufai e alla cerca.

m.p.