Incidente mortale sul lavoro a Monforte: condannato impresario

MONFORTE Si è concluso con una condanna in primo grado il processo per l’incidente che il 16 settembre del 2015 a Monforte d’Alba aveva causato la morte di Alket Gjelaj, albanese di 31 anni, travolto da un sollevatore telescopico usato per trasportare lastre di cemento.

Nella giornata di ieri, lunedì 9 settembre, il Tribunale di Asti in composizione monocratica, giudice Roberto D’Amerio, ha inflitto una pena di sedici mesi di reclusione M.B., dirigente proposto della Bieffe Srl, la ditta di costruzioni. Ha disposto inoltre la sospensione condizionale della pena, subordinandola al pagamento di una provvisionale a favore dei familiari della vittima pari a 95mila euro, di cui 30mila euro per la moglie e 25mila ciascuno per i due fratelli, costituiti parte civile col patrocinio dell’avvocato Giuseppe Sandri del Foro di Asti.

Per l’altro imputato, A.G., coordinatore della sicurezza, è arrivata invece un’assoluzione per non aver commesso il fatto.

L’avvocato di M.B., l’albese Roberto Ponzio, commenta così la sentenza: “Faremo appello, proponendo una diversa lettura delle carte processuali. Secondo noi le copiose piogge dei giorni antecedenti il sinistro hanno creato i presupposti di un evento eccezionale che ha causato un cedimento non prevedibile e un crollo non evitabile. Il mio assistito, anche se non aveva ancora conseguito l’abilitazione alla conduzione di gru semoventi, poteva vantare molti anni di pratica nella mansione, e sapeva usare quel mezzo senza problemi; d’altronde quella operazione era già stata attuata senza pericolo una decina di volte la settimana precedente. Le modalità di esecuzione erano state concordate con il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza”.

Adriana Riccomagno