Cirio e Icardi a Mondovì per i dieci anni dell’ospedale. Vistato anche il nosocomio di Ceva

A MONDOVÌ il nuovo ospedale è in funzione da 10 anni e lunedì 28 ottobre il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi hanno visitato la struttura.

«Ho trovato un ospedale in ordine, ben gestito e soprattutto animato da un grande spirito di squadra e multidisciplinarietà. In dieci anni, questa struttura ha saputo rendersi attrattiva e affrontare le emergenze con notevole capacità e passione, offrendo un ottimo servizio al territorio. È un esempio di sanità da tenere in attenta considerazione, perché non sempre sono necessarie grandi strutture ospedaliere per rispondere al meglio alle esigenze della sanità nelle aree decentrate», ha detto Icardi.

Icardi e Cirio, vista la presenza nel Monregalese hanno anche visitato l’ospedale di CEVA. «Sono venuto per controllare di persona e per esprimere la mia solidarietà a quel medico che è stato ingiustamente accusato di non fare il suo lavoro, mentre lo ha fatto con grande professionalità e rispettando tutti i protocolli», ha esordito Icardi citando il caso di presunta malasanità segnalato dal sindaco di Perlo, Simona Rossotti, che venerdì sera aveva accompagnato il padre al pronto soccorso per una lieve ferita superficiale a una mano. «Il medico aveva quattro casi urgenti dentro il pronto soccorso, come chiunque poteva vedere sui monitor in sala di attesa, mentre l’uomo era stato valutato dapprima come codice verde leggero e poi come codice bianco per una ferita che non perdeva più sangue. Il medico ha fatto tutto quello che doveva, dopo poco più di quaranta minuti il sindaco si è spazientito e ha deciso di abbandonare il pronto soccorso, attaccando verbalmente e con veemenza gratuita il medico al lavoro. Mi spiace rilevare che chi indossa la fascia tricolore possa avere simili comportamenti».

«Riguardo allo stato di abbandono dell’ospedale lamentato dallo stesso sindaco  – osserva Icardi – in realtà si trattava di manutenzioni in corso per una perdita d’acqua, gli idraulici avevano rimosso alcuni pannelli del controsoffitto per consentire la riparazione, rimettendoli poco dopo al loro posto, come già oggi risulta evidente. L’ospedale non è quindi in abbandono, né sotto il profilo sanitario, in quanto è gestito molto bene in tutte le attività previste per questo tipo di struttura, né sotto il profilo tecnico strutturale. Le parole della sindaca offendono un ospedale che svolge egregiamente le sue funzioni, non posso che estendere la mia solidarietà a tutto il personale medico e infermieristico che vi lavora con grande dedizione e professionalità».

A Ceva l’assessore ha avuto modo di annunciare che «si sta lavorando per potenziare il pronto soccorso con una piazzola di elisoccorso» e per «portare almeno dieci letti di lungodegenza, necessari al completamento di un percorso di assistenza che riguarda l’area con la maggiore densità di anziani della Regione».