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Craveri, fratelli di Bra: Orizonte ne narra le gesta

ALBA In pieno Ottocento due fratelli uniscono sogni e desideri, memoria del passato e immagini del futuro, insomma i loro destini. Viaggiano attraverso oceani e raggiungono le Americhe. Si chiamano Ettore e Federico Craveri, nati a Torino e braidesi per residenza. Persone non comuni, dentro conservano una fiamma che li spinge verso il lontano, il non-noto. Coltivano un istinto all’osservazione e una fiducia nella trasmissione della conoscenza. Le immagini del loro viaggio rischiavano di essere dimenticate senza il minuzioso lavoro di ricostruzione dal titolo Orizonte.

Il lavoro editoriale sarà presentato questa sera, venerdì 13 dicembre ad Alba, in via Maestra (via Vittorio Emanuele) 30 alle 21, durante la serata organizzata dall’associazione Alec-Gianfranco Alessandria. È previsto l’ascolto della musica del giovane fotografo e compositore Matteo Nisticò, che ha creato una visionaria “colonna sonora” del viaggio dei fratelli Craveri. L’autrice del progetto è Francesca Marengo, grazie alla collaborazione della storica dell’arte Emanuela Genesio. Le due s’incontrano la prima volta in ambito didattico: Emanuela è la professoressa di fenomenologia delle arti contemporanee di Francesca, studentessa di fotografia all’Istituto europeo di design di Torino. Francesca spiega: «Orizonte racconta, servendosi di immagini e testi, il viaggio che portò i due fratelli a percorrere per mari e per terra varie regioni delle Americhe centrosettentrionali. L’esotico, l’incontro con l’altro, lo stupore del diverso o la nostalgia di una terra da poter chiamare casa sono i temi che si dipanano da quei testi e dalle fotografie pubblicate nel volume Orizonte».

Il libro nasce nella casa natale dei fratelli Craveri, il museo civico Craveri di scienze naturali di Bra, che oggi raccoglie, oltre alla collezione naturalistica degli esploratori, le tracce del loro viaggio americano: oggetti, documenti storici e in particolar modo i diari di viaggio di Federico ed Ettore, racconto quotidiano delle esplorazioni, che ammontano a più di duemila pagine.

Aggiunge Francesca: «Orizonte è un percorso visivo che indaga il concetto di viaggio, dello spostamento fisico o temporale. Le rappresentazioni ornitologiche, sintesi della collezione privata di Federico ed Ettore che prese forma durante le esplorazioni, ricorrono e mutano – soggetti che si ripetono in forme differenti – attraverso un percorso ideale che tenta di narrare le diverse percezioni originate dalle esperienze e dai ricordi di viaggio. Il ritrovamento di una raccolta dimenticata di fotografie ha costituito la partenza del percorso. L’operazione, poi, di porre queste immagini (evidenziandone i risvolti talvolta onirici, talvolta didascalici) in relazione ai testi dei diari, ha dato origine a un racconto di viaggio universale. L’associazione testo-fotografia è un quesito continuo rivolto a chi legge e osserva: chi sono le persone presenti nelle immagini, quali i luoghi, i percorsi, i legami?».

Matteo Viberti