Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Madonna dei fiori di Bra per la festa dell’apparizione si inaugura la statua del beato Alberione

BRA È tempo per la festa dell’apparizione al santuario della Madonna dei fiori di Bra. Il 29 dicembre 1336 è una data che ha cambiato la devozione alla Madonna in terra braidese. Una giovane sposa, Egidia Mathis, stava tornando verso la città che ai tempi era sulla collina sopra l’attuale chiesa di Sant’Andrea e giunta nei pressi di un pilone dedicato alla Vergine, pur se prossima al parto, si fermò come era solita fare al rientro in città. All’arrivo di due soldati di ventura, con cattive intenzioni nei suoi confronti, la giovane Egidia invoca la Madonna che con una luce sconvolge e fa fuggire i due uomini.

Non finisce qui. La tradizione racconta della maternità di Egidia e come scrive don Giovanni Dell’Orto, compianto rettore del Santuario: «I numerosi cespugli di pruni selvatici che lo circondavano erano improvvisamente fioriti e le candide corolle occhieggiavano nell’ombra della sera quasi a cantare le lodi della Madonna che aveva scelto la terra braidese come luogo privilegiato per la sua apparizione». Fioritura che ogni anno nel suo mistero si ripete, così come quest’anno già iniziata a metà del mese di novembre.

Quest’anno ci sarà anche un evento particolare proprio il giorno della festa, domenica 29 dicembre: l’inaugurazione della statua dedicata al beato Giacomo Alberione: alle 10 nell’antico santuario, preceduta da due messe.

Il beato Alberione scriveva nel 1956: «La madre ci aveva tutti consacrati a Maria, Regina dei fiori, man mano che siamo nati». Questa consacrazione segnò profondamente la vita del piccolo Giacomo. Il suo primo impegno mariano riguarda proprio questo Santuario. Ne parla nel libro Mihi vivere Christus est. Era una promessa da ragazzi, ma la mamma esigeva già la fedeltà nel mantenere: «Avevo nove anni e, tornando da scuola, ho detto lieto alla mamma: “Vedi, sono stato promosso!”. Non osavo dire anche ciò che avevo promesso; e avevo promesso di accendere una candela alla Madonna dei fiori. La mamma ha indovinato e quasi mi ha sgridato: “Adagio a promettere! Ma essere poi generosi ad adempiere. Va’ e non accendere una candela piccola” e mi ha dato una moneta più grande. Proprio per questo grande legame che il fondatore dei paolini aveva per la Madonna dei fiori, la congregazione si è attivata perché il beato Alberione sia sempre presente al Santuario: una statua sarà benedetta e inaugurata proprio nel girono della  festa dell’Apparizione della Madonna dei Fiori, alla presenza dei paolini, i figli spirituali di don Alberione e degli ultimi discendenti della famiglia Alberione, ancora qui presenti a Bra. La statua sarà posta nella nicchia sinistra dell’antico santuario.

Poi la celebrazione della Messa alle 10.30 presieduta da monsignor Marco Mellino, albese, vescovo titolare di Cresuma (Tunisia), segretario del Consiglio dei cardinali, scelto personalmente qualche mese fa da papa Francesco. Alla sera, alle 17.30, Messa presideuta dal vicario episcopale per la zona Torino Sud, don Marco Di Matteo.

La festa dell’apparizione sarà preceduta come sempre da un triduo di preparazione. Giovedì 26 dicembre messe nel santuario nuovo: al mattino alle 9 e alle 10.30; alle 16.45 Rosario e benedizione, alle 17 Rosario e alle 17.30 Messa con il predicatore del triduo don Floriano Venanzio; venerdì  27 dicembre: ore 9 e 10.30 le messe nell’antico santuario; al pomeriggio nel santuario nuovo, alle 17 rosario e alle 17.30 Messa con il predicatore del triduo don Floriano Venanzio, paolino ; sabato 28 dicembre, messe alle 9 e 10.30  nel santuario antico poi alle 17 Rosario e alle 17.30 Messa presieduta dal paolino don Guido Colombo.

Intanto alcune novità al santuario: sono stati posati nei giorni scorsi i nuovi pannelli nel muro del recinto del pruneto, completamente rinnovati e donati dalla famiglia Paolino. È di questi giorni l’indiscrezione che sarebbe stato nominato il nuovo Rettore del santuario che potrebbe fare il suo ingresso entrò metà gennaio.

Lino Ferrero