Il battesimo della bevuta avviene a 11 anni e i dati sono allarmanti

I DATI Ogni anno, l’Osservatorio nazionale sull’alcol (Ona) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) organizza il convegno Alcohol prevention day (Adp), un evento in cui vengono presentate le elaborazioni più recenti dei dati Istat e del Ministero della salute per quanto riguarda il consumo di alcol nel nostro Paese.

Secondo i dati emersi dall’ultimo rapporto sul consumo di alcol dei giovani, il 51,5 per cento dei ragazzi e il 45,6 delle ragazze di età compresa tra 11 e 24 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno; per entrambi i generi si registra un aumento rispetto all’anno precedente. Dalla lettura dei dati contenuti nel documento emerge che nella fascia di età 11-24 anni è soprattutto diffusa la consuetudine di bere alcolici fuori dai pasti, con una frequenza di almeno una volta a settimana: ciò indica un comportamento nel consumo di alcol adottato in modo abituale e potenzialmente a rischio.

Pertanto, possiamo considerare il consumo di alcol tra i giovani, a tutt’oggi, una criticità che suggerisce di mantenere alta l’attenzione su questa fascia sensibile di popolazione.

I comportamenti più a rischio a causa del consumo di alcol sono diffusi soprattutto nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni, in particolar modo tra i maschi. La relazione evidenzia, fra l’altro, che l’abitudine da parte dei genitori ad avere almeno un tipo di condotta a rischio nel consumo di bevande alcoliche sembra influenzare l’atteggiamento dei figli: il 29,5 per cento dei ragazzi di 11-24 anni che vivono in famiglie dove entrambi i genitori adottano comportamenti a rischio nel consumo di alcol ha abitudini non moderate nel bere alcolici, mentre tale quota scende al 16,4 per cento tra i giovani con genitori che non bevono o consumano alcolici in maniera moderata.

Inoltre risulta particolarmente critico il quadro delle abitudini a rischio tra i ragazzi di 16-17 anni, infatti già a questa età il binge drinking raggiunge con il valore del 6,9 per cento livelli quasi equivalenti a quelli medi della popolazione.

Rispetto agli altri Paesi dell’Europa, i dati dimostrano che il consumo di alcol in Italia è diminuito negli ultimi anni, mentre aumentano i giovani tra i 15-24 anni che si dichiarano astemi.

c.w.

INCHIESTA: I GIOVANI SEDOTTI DALL’ALCOL