Il prefetto Russo verso la pensione: il suo saluto a collaboratori e amministratori

CUNEO Giovanni Russo, classe 1953, originario di Scisciano (Napoli), prefetto di Cuneo, è pronto a lasciare il servizio attivo e  la carica di rappresentante del Governo per la provincia di Cuneo; ancora non è noto il nome del funzionario che lo sostituirà. Ha salutato collaboratori, amministratori e cittadini con una lettera.

Il prefetto Giovanni Russo

«Sono felice di aver impiegato gli ultimi sette anni come Prefetto di Cuneo. Va detto, tuttavia, che senza la preziosa collaborazione e l’intesa perfetta che si è stabilita con i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, del mondo imprenditoriale, del lavoro, delle associazioni di categoria e del volontariato ben poco avrei potuto realizzare», scrive Russo.

«Nel corso di questi anni abbiamo affrontato svariate criticità, l’arrivo dei richiedenti asilo, le diverse emergenze di Protezione civile, ma la stagione più dura, quella che ci ha colti increduli e fragili è stata quella del Covid-19, ci siamo trovati a gestire una minaccia invisibile e distruttiva, ma grazie all’impegno delle istituzioni e alla sinergia creatasi con tutti si è riusciti a far fronte anche a questa emergenza. Fortunatamente non sono emerse solo problematiche, ho anche avuto il privilegio di veder crescere lo sviluppo economico di questa provincia, che rappresenta un esempio da seguire e una locomotiva trainante per l’Italia; non posso non ricordare l’evoluzione del settore turistico che ha visto, tra l’altro, l’espandersi delle stazioni sciistiche, immerse in paesaggi incontaminati che hanno saputo attirare migliaia di sciatori, ma soprattutto come non sentirsi entusiasti e orgogliosi del prestigioso riconoscimento dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato quali patrimonio dell’Unesco», prosegue il prefetto.

Il sindaco di Alba Carlo Bo con il prefetto Giovanni Russo

«Tutte queste circostanze mi hanno permesso di conoscere una realtà meravigliosa e mi hanno fatto amare questo territorio reso ancora più speciale dalla sua popolazione caratterizzata da sobria cordialità che si contraddistingue per l’operosità e la virtuosa tenacia che, grazie alla forza di volontà non si è mai data per vinta», aggiunge il prefetto Russo, che conclude: «È stato per me un privilegio collaborare con le autorità parlamentari, civili, militari e religiose, i sindaci, e poter contare sull’assidua presenza delle forze dell’ordine senza il cui apporto nulla avrei potuto fare, un grazie anche agli organi di stampa, agli esponenti della cultura, dell’arte e del mondo dello sport per la disponibilità che mi è sempre stata dimostrata. Il distacco dal territorio della Granda  è doloroso, ma sono certo che il forte legame venutosi a creare con questo meraviglioso angolo d’Italia non potrà mai essere un addio ma un arrivederci».