Abitare il piemontese: scopriamo il significato del termine Cavàgna

Cavàgna: paniere, cesto, contenitore in vimini o giunchi

Per una ricerca storica, mi sono trovato a consultare il documento di un notaio che dovette inventariare i beni appartenenti a un noto castello piemontese. Una voce recitava il termine cavagneta. Ohibò, una fusione raffazzonata di italiano e piemontese che indicava le ceste. Parliamo della cavàgna e delle sue declinazioni.

Si tratta di un paniere, un cesto in vimini o giunchi, la cui base può essere di forma rettangolare, ovale, quadrata e alla cui estremità vi è un arco, una mezzaluna dello stesso materiale in grado di sostenere il tutto: il manico. La cavàgna può avere altezza e capacità variabili, la sua funzione è quella di contenitore per trasportare prevalentemente vegetali.

Se è stato semplice descriverlo a parole, il vero ingegno sta nell’intrecciare i gorèt (vimini) per realizzare una buona cavàgna. Bisogna fare ricorso al cosiddetto cavagné, il cestaio, colui che costruisce e vende ceste e cestini; una vera e propria tradizione artigianale un tempo diffusa in Piemonte quella del cavagné. Il cognome Cavagnero è popolare sul territorio proprio per questa origine. L’etimologia attinge al latino volgare cavaneum (canestro), con probabile derivazione da cavum (buco, apertura, vuoto all’interno).

La cavàgna è femminile ma qualcuno da qualche parte lo chiama cavagn al maschile; la cavagnëtta è di capacità ridotte e spesso deputata a contenere il pane da mettere in tavola; abbiamo poi il cavagnin, con il diminutivo –gnin perché è più piccolo; non dimentichiamo il cavagnin saràu, che per definizione ha la caratteristica di avere due sportelli e due manici, proprio perché si può chiudere, utile a contenere cibarie per picnic o merende scolastiche. E poi c’è la cavagnà, l’unità di misura indicativa della quantità contenuta in una cavàgna.

Rangesse j’euv ‘n tȓa cavàgna significa sistemarsi le uova nel paniere; un modo di dire per apostrofare un egoista che vuole anzitutto avvantaggiare sé stesso, a discapito degli altri. Quando succede di sentir dire: Lolì o ȓ’è mach ëȓ man-i dȓa cavàgna (Quello è solo il manico della cesta), è una locuzione usata durante la risoluzione di un problema, quando viene sollevata una questione irrilevante. Per questo viene paragonata al manico della cesta. Eppure se non ci fosse il manico sarebbe un bel guaio!

Paolo Tibaldi