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Borgogna, un esempio da seguire per le Langhe?

Giovedì 28 aprile alle 17.30 presso la nuova sede della Banca d’Alba in via Cavour ad Alba Jean Paul Servant, direttore dell’École du vin di Beaune in Borgogna, parlerà di una iniziativa che da anni riscuote grande successo. È possibile esportarla anche in Langhe e Roero? Se lo augurano molti enti del vino e del turismo albese che questa volta sembrano affascinati all’unisono dal possibile progetto enoturistico del territorio. «Dopo l’arrivo dell’università ad Alba e Pollenzo, dopo il rilancio dell’Enologica e la nascita delle Enoteche regionali e del Museo del vino a Barolo, si pensa adesso ai privati che da tutto il mondo ci visitano e che chiedono sempre più servizi», spiega Claudio Rosso, presidente della giovane associazione Piemonte on wine Colline di qualità che raggruppa 16 enti del settore a partire dal Consorzio di tutela. «Si sente l’esigenza di organizzare corsi enologici a vari livelli da collegare alle visite che abbiano anche la funzione di allargare sempre più la stagione di ospitalità e spalmare i picchi di arrivo su tutto l’anno». Questo è il motivo per cui ben due delegazioni albesi hanno visitato lo scorso anno l’asta dell’Hospice de Beaune in Borgogna dove esiste anche l’École du vin.

 

L’inaugurazione della rassegna.

«Il Comune di Alba e l’Ente turismo da un lato e il Consorzio dei vini dall’altro hanno così concordato sulla necessità di lanciare il progetto di una scuola del vino che deve far funzionare tutte le risorse esistenti per attirare amanti del vino e raccontar loro i “segreti” delle nostre colline», continua Rosso. «I modi operativi per avviare l’iniziativa non sono ancora chiari ma l’unità di intenti fa ben sperare. Per ora è importante una presenza forte dei produttori di vino all’incontro con Servant di giovedì dove si cercherà di capire come applicare in Piemonte l’idea d’oltralpe». «Se ci sarà unità, convinzione e capacità di progettazione seria, anche i finanziamenti arriveranno – assicura Rosso – da quegli enti che hanno sempre accompagnato lo sviluppo rurale della zona. Occorre solo dare un segnale deciso che adesso anche chi viene a trovarci è un soggetto da accogliere con i migliori servizi».

g.s