Una marea di sì per l’acqua

Il battiquorum, ossia la corsa alla validità dei quattro referendum del 12 e 13 giugno, è stato spazzato via in fretta.

È bastata meno di un’ora dalla chiusura delle urne per avere la certezza del superamento del quorum, per tutti e quattro i quesiti e in tutte le regioni italiane: il 57 per cento, quasi 27 milioni di italiani, è andato alle urne.

Un po’ a sorpresa non è stato il nucleare il più votato, ma le preferite sono state le schede sull’acqua, mentre quella sul legittimo impedimento è stata la scheda meno ritirata. Sciolta subito la tensione sul raggiungimento del quorum, è stato superfluo aspettare i risultati definitivi.

Sin dalle prime proiezioni le percentuali sono state bulgare in favore del “sì”: tra il 94 e il 96 per cento. Le quattro leggi sottoposte al giudizio degli elettori italiani sono state abrogate: la gestione dell’acqua non sarà affidata ai privati, non ripartirà la costruzione di centrali nucleari e il Presidente del Consiglio e i ministri non potranno evitare i processi.

Oltre agli effetti diretti i referendum avranno un riflesso politico, come le dichiarazioni a caldo dei leader politici hanno sottolineato. Dall’opposizione il coro è unanime e Bersani, Casini e Di Pietro chiedono la fine del governo Berlusconi. «Non cambierà nulla», è stato il commento del ministro La Russa, mentre Scajola (Pdl) evidenzia l’opportunità energetica mancata che deriva dalla bocciatura del nucleare. Le sorti del Paese, però, sono in mano alla Lega nord che domenica nel raduno di Pontida è intenzionata a dare una spallata al Governo. “Britannica” la dichiarazione di Berlusconi a risultato refendario acquisito: «Appare chiara la volontà degli italiani. Governo e Parlamento hanno ora il dovere di accogliere il responso dei quattro referendum».

Era dal 1995 che un referendum abrogativo non arrivava più al quorum; nel 2009, invece, la percentuale di votanti più bassa: 24 per cento appena. L’unica eccezione fu il referendum costituzionale del 2006, che non prevede il quorum e che venne comunque votato dal 52 per cento degli elettori.

Gli albesi si sono rivelati molto affezionati ai referendum: il 60 per cento si è recato alle urne (60,02% per il quesito sulle tariffe dell’acqua, 59,98 per il legittimo impedimento e 60,01 per nucleare e acqua pubblica). Anche a Bra il referendum più votato è stato quello sulle tariffe dell’acqua (58,56%) e quello meno votato il quesito sul legittimo impedimento (58,49%). Nella nostra zona la percentuale più alta è stata registrata ad Albaretto Torre, dove ha votato il 74,5% degli aventi diritto mentre a Perletto, Narzole, Neviglie, Bonvicino e Montezemolo il quorum non è stato superato: alle urne sono andati tra il 42 e il 49 per cento degli elettori. Curioso il caso di Castellinaldo, che ha fatto registrare il 50 per cento tondo di affluenza.

Riguardo ai risultati, percentuali così elevate di “sì” erano preventivabili. D’altronde la strategia su cui i comitati promotori dei referendum avevano basato la campagna elettorale era proprio questa: andare alle urne e votare “sì”, al contrario dei sostenitori del “no” che avevano puntato tutto sull’astensione per evitare che venisse raggiunto il quorum.

Con un’affluenza d’altri tempi per il referendum sul nucleare non occorre neppure aspettare il pronunciamento della Cassazione sulla validità del voto dei tre milioni di italiani all’estero. Il “pasticcio” si è determinato dal pronunciamento della Cassazione su un ricorso del Pd che ha portato alla modifica del quesito, aggiornandolo alle nuovo norme nucleariste inserite dal Governo nel decreto “omnibus”. I tempi tecnici per il voto oltre confine hanno obbligato gli emigrati a esprimere le loro preferenze entro il 2 giugno usando schede con il vecchio testo, ma a questo punto l’influenza del voto oltre confine è nulla.

OPINIONI A CONFRONTO

Alba oltre il 60 per cento

Maurizio Marello sindaco di Alba

La partecipazione è stata elevata, al di là delle aspettative. Ad Alba – dove il Consiglio aveva già espresso un ordine del giorno su acqua e nucleare – la percentuale èandata oltre il 60. Su temi che stanno a cuore alle persone, quali l’acqua o il nucleare, gli italiani si mobilitano e si esprimono. Credo inoltre abbia pesato sull’esito del quesito legato alla giustizia la diffusa insofferenza alle situazioni di privilegio (foto: MARCATO)


Bra arriva al 58,5 per cento

Bruna Sibille sindaco di Bra

Provo una grandissima soddisfazione per l’affluenza al voto a Bra, che si è attestata al 58,5 per cento, oltre la media nazionale. I cittadini erano chiamati a esprimersi su tre temi fondamentali per la vita del Paese: la produzione di energia attraverso il nucleare, la proprietà dell’acqua e l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Mi pare che dagli italiani venga un’indicazione molto chiara, della quale non si potrà non tenere conto (foto: MARCATO).

 

Sbagliato evocare il mare

Giuseppe Rossetto vicepresidente della Giunta provinciale

Non ho votato: non intendevo contribuire al raggiungimento del quorum, giudicando i quesiti referendari su acqua e nucleare demagogici. Sarebbe stato però opportuno per taluni tacere. Un invito ad andare al mare, piuttosto che al voto da parte di chi è nell’occhio del ciclone non poteva che aiutare, come ha fatto, quanti –pur senza speranza–anche all’interno del centro-destra, puntano alla spallata al Governo o a Berlusconi (foto: MARCATO).

 

 

Giulio Segino