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Sforbiciati anche i bus

A partire da oggi, in tutta la Granda, i pendolari dovranno fare i conti con 236 corse dei pullman modificate o addirittura soppresse, che fanno capo a 29 linee interessate dai tagli della Provincia. La soppressione di alcuni servizi di trasporto pubblico è stata annunciata la scorsa settimana dal consorzio Granda bus «vista la riduzione delle risorse assegnate dalla Regione Piemonte con il decreto 15-1.761 del 28 marzo 2011». Parlando in lunghezze, si tratta di 323.694 km in meno per il 2011 richiesti dalla Provincia, che però il Consorzio ha deciso di limitare a 107.684 facendosi carico di una parte delle risorse mancanti: «Questo per evitare conseguenze devastanti sull’utenza e sul personale in questa fase di assoluta incertezza delle risorse assegnate», spiegano da Granda bus.

Aggiunge Michele Marengo, presidente della Sezione autolinee di Confindustria Cuneo: «Per ora siamo riusciti a ridurre l’impatto su occupazione e servizio, ma per il prossimo anno non sarà facile. Specie se i ritardi nei tempi di pagamento da parte degli enti pubblici non si accorceranno. Le autolinee che gestiscono il trasporto pubblico locale in provincia di Cuneo hanno ricevuto i soldi fino a giugno, manelle cassemancano i 4 milioni e 700 mila euro relativi al terzo trimestre 2011». La notizia ha subito scatenato preoccupazioni nei vari Comuni interessati dai tagli, ma anche tra i rappresentanti dei sindacati.

«In realtà la Provincia aveva in mente tagli di portata ancora maggiore», continua Marengo. «Sono state le aziende che, rinunciando spontaneamente a una parte dei rimborsi chilometrici, hanno ridotto il numero di linee tagliate e hanno salvaguardato il personale. Almeno fino alla fine del 2011, dopo è difficile dire cosa potrà succedere».

L’assessore provinciale ai trasporti, Roberto Russo, spiega che la soluzione è stata condivisa con i vertici del consorzio Granda bus. «Dalla lunga contrattazione avviata con il Consorzio fin dalla primavera si è scelto per una razionalizzazione delle linee. È la soluzione meno invasiva, per salvaguardare l’utenza e i posti di lavoro. Siamo consapevoli che si prospettano dei sacrifici per alcune categorie di passeggeri».

Cristina Borgogno