Quando l’autobus non parte

TRASPORTI Viaggiare in autobus sarà ancora possibile in Piemonte? A pochi mesi dall’approvazione del Programma triennale dei servizi di trasporto pubblico 2013-2015, la confusione pare totale. Giovedì 30 gennaio il Tribunale amministrativo regionale ha accolto i ricorsi dei Comuni di Torino e Cuneo, vittime dei tagli imposti dalla Regione. Per ora il Tar ha sospeso la decisione di palazzo Lascaris, rinviando ai prossimi mesi.

Il Piemonte dovrebbe quindi consegnare ai sindaci le stesse risorse del 2013: si tratta di 3,7 milioni di euro per Cuneo e per i centri del circondario, mentre per la nostra area la Regione aveva stimato un “conto” da 2,2 milioni. Il Tar ha imposto alla Regione di rivalutare i provvedimenti, prendendo in considerazione diversi fattori, tra cui la necessità delle risorse, l’adozione di una politica di calcolo condivisa e la presenza di una dettagliata motivazione. Secondo la Regione il provvedimento ha anche l’affetto di bloccare 150 milioni di euro di fondi Fas, destinati alle aziende del trasporto pubblico locale. Il presidente Roberto Cota ha replicato: «Questa decisione non ci intimorisce, le nostre riforme sono sempre state fatte a favore dei piemontesi. Le conseguenze negative dell’attività del Tar sono inaccettabili».

Nel corso dell’incontro che si è svolto venerdì 31 gennaio a Torino – presenti tra gli altri l’assessore regionale ai trasporti Barbara Bonino e i rappresentanti degli enti locali, tra cui il sindaco di Alba Maurizio Marello e l’assessore ai trasporti Giovanni Bosticco – è stata avviata l’analisi del progetti di bacino (unico per il cuneese). Si tratta di una proposta presentata all’interno del Programma triennale regionale, che vuole la costituzione entro i prossimi mesi di quattro bacini (area metropolitana con Torino, Nord-Est, Ovest con Cuneo e Sud-Est con Asti e Alessandria): un progetto che dovrebbe ottimizzare le risorse per offrire un servizio migliore. In attesa che si dipani la matassa giudiziaria.

 Manuela Anfosso

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