Sabato, convegno a Cherasco su nocciole, noci e castagne

CHERASCO  Sabato 11 giugno, al Palaexpo di Cherasco, Confagricoltura Cuneo, Ascopiemonte e Piemonte Asprocor organizzano il convegno “Nocciolo, noce e castagno. Tecnica e opportunità”. Sono previste due sessioni di lavoro: dalle 9.45, si parlerà di nocciolo; alle 14.45, toccherà a noce e castagno. Spiega il presidente di Confagricoltura Cuneo Enrico Allasia: «Riteniamo utile analizzare insieme a operatori e tecnici, quali siano le possibilità di sviluppo per il nostro territorio. Oltre a concentrarci sullo stato di salute e sulle prospettive del nocciolo, che sta conoscendo un momento di particolare vivacità ed espansione, approfondiremo altre due coltivazioni: il noce e il castagno».

Aggiunge Pierpaolo Bertone, presidente di Ascopiemonte: «Siamo molto orgogliosi della crescita di un settore, quello corilicolo, nel quale abbiamo sempre creduto. Ciò sta permettendo a giovani imprenditori di rimanere sul territorio e recuperare terreni abbandonati. Siamo soddisfatti, inoltre, del lavoro di ricerca e sperimentazione svolto dai tecnici di Agrion, in collaborazione con le organizzazioni sindacali, ma varrebbe la pena a mio avviso ricreare e potenziare una stazione permanente in grado di garantire ancora maggior supporto alle aziende».

Conclude Ludovico Cogno, presidente di Piemonte Asprocor: «È fondamentale prestare molta attenzione al materiale vivaistico, perché se è vero che si raccoglie tra 7-8 anni, è altrettanto vero che la qualità si definisce al momento del nuovo impianto. Dico questo soprattutto per coloro che si avvicinano a questo settore per la prima volta: devono sapere che la tonda gentile trilobata è la varietà più idonea per il nostro territorio».

Alla sessione dedicata al nocciolo interverranno: Alberto Manzo (coordinatore del tavolo di filiera del Ministero delle politiche agricole), Giuseppe Russo (presidente della sezione frutta in guscio di Confagricoltura), lo spagnolo Roger Palau (responsabile tecnico di Adv Avellana), Eddo Rugini (Università della Tuscia, Viterbo) e Andrea Allavena, ricercatore del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).