Da Ceresole a Santiago, a piedi, lungo sentieri e silenzi

CERESOLE
Oltre 800 chilometri di cammino per Sonia e suo figlio Simone
«Abbiamo visto tramontare la luna mentre sorgeva il sole, abbiamo posato i sassolini ai piedi della Cruz de herro, abbiamo incontrato pellegrini, persi e reincontrati lungo il cammino, abbiamo vissuto una esperienza bellissima». Brillano gli occhi a Sonia quando racconta il cammino verso Santiago, compiuto l’estate scorsa con il figlio Simone.

Sonia Fornero Burzio, ceresolese, sposata con Sergio Burzio, ha 42 anni e due figli, Paolo di 19 anni e Simone di 15; aveva 18 anni quando era nato in lei il desiderio di effettuare il cammino di Santiago ma il lavoro e la famiglia l’avevano sempre costretta a lasciare il sogno nel cassetto, fino a quando, l’estate scorsa, con il figlio decise di partire. Era il primo luglio: Sonia e Simone salivano per la prima volta su un aereo da Bergamo diretti a Lourdes ma avevano già acquisito il primo timbro sul diario di viaggio, quello della parrocchia di San Giovanni Battista di Ceresole da dove, in effetti, era iniziato il loro cammino. La raccolta dei timbri e delle date di ogni località dove si fermano i pellegrini è la testimonianza del percorso effettuato che viene convalidato all’arrivo.

«Siamo partiti con tutto sulle spalle», racconta, «il minimo indispensabile per non affaticarci troppo; abbiamo conosciuto pellegrini provenienti dal Canada, dalla Nuova Zelanda e dal Brasile, studenti coreani ai quali il cammino forniva crediti per l’università, ragazzi soli che avevano appena superato l’esame di maturità, persone partite a piedi dal Belgio e dall’Austria, un professore finlandese che effettuava il cammino per la sesta volta e naturalmente pellegrini italiani provenienti da ogni regione. Le motivazioni comuni erano quelle di “staccare”, di vivere un periodo lontani dalla routine e, a parte poche necessarie notizie alla famiglia, non si sentiva la necessità di comunicare e di ricevere notizie “dal mondo”. Il nostro mondo era quello: silenzi, montagne, boschi, sentieri e villaggi anche di poche persone ma con ostelli pronti a raccogliere le nostre fatiche, a fornirci una bacinella per rinfrescare i piedi e un letto per riposare».

 

E il cammino, giorno dopo giorno, con nei piedi oltre 800 chilometri, ha portato Sonia e Simone a Santiago: era venerdì 29 luglio ed era appena passata la festa di san Giacomo, ma la domenica sarebbero terminati i festeggiamenti con una suggestiva cerimonia, concerto e fuochi d’artificio. Una conclusione magnifica per il cammino di Sonia e Simone, l’esperienza indimenticabile che ha riempito i loro cuori e che, chissà, potrebbe anche essere ripetuta.
Maresita Brandino