Il Piemonte approva la nuova legge sui rifiuti

TORINO Il Consiglio regionale ha approvato, giovedì 28 dicembre, la nuova legge che disciplina il governo della gestione dei rifiuti, che darà ai piemontesi un nuovo sistema incentrato sui principi di razionalizzazione, di maggiore efficienza e di riduzione dei costi.

Il provvedimento ha il compito di semplificare la disciplina di alcune materie in precedenza previste da più leggi, andando a omogeneizzare il quadro normativo regionale.

Meno consorzi di raccolta

Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, la nuova legge prevede la fusione degli attuali 21 Consorzi di bacino  in 9 nuovi consorzi di area vasta (su base provinciale), attribuendo ai  sindaci le funzioni inerenti la prevenzione della produzione dei rifiuti urbani, la riduzione, la raccolta differenziata e il trasporto. I singoli Consorzi di area vasta suddivideranno il proprio territorio di riferimento in aree territoriali omogenee funzionali allo svolgimento dei servizi che per ora  saranno coincidenti con i soppressi consorzi di bacino.

Tutti gli impianti gestiti a livello regionale

Per quanto riguarda invece la gestione degli impianti, la nuova legge sostituisce le attuali 8 Autorità territoriali ottimali provinciali (Ato) con un’unica autorità di dimensione regionale a cui attribuisce, in modo univoco, le funzioni di realizzazione e gestione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti a tecnologia complessa, comprese le discariche.

Nel 2018 meno di 190 chili di rifiuti a testa

Lo scopo principale di ogni singolo Consorzio di area vasta è quello di raggiungere gli obiettivi prefissati nel Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani: entro il 2018 la produzione annua di rifiuto indifferenziato non dovrà superare i 190 chilogrammi per abitante e dovrà scendere a 159 chilogrammi pro-capite entro il 2020. Tali obiettivi sono procrastinati di due anni unicamente per la Città di Torino, in ragione della sua dimensione demografica e delle sue caratteristiche peculiari.

La legge disciplina infine il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti, e provvede a ricondurre in capo alla Regione le competenze relative alla riscossione dello stesso, il quale viene determinato in nuovi importi che tengono conto dei premi da assegnare ai Consorzi virtuosi che conferiranno meno rifiuti in discarica e promuoveranno la riduzione degli stessi a livello generale.

Sanzioni amministrative, invece, verranno imposte ai Consorzi di area vasta che non raggiungano gli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani.

Per il presidente Sergio Chiamparino la nuova legge costituisce «un altro importante atto di programmazione che va a completare il quadro normativo del settore ambientale piemontese, fornendo certezze agli operatori pubblici e privati».

«Si tratta di un grande risultato, raggiunto grazie al lavoro di anni e al coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, in primo luogo i sindaci e le associazioni ambientaliste», afferma l’assessore all’ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia. «Finalmente il Piemonte avrà un sistema univoco di gestione degli impianti a tecnologia complessa e delle singole discariche. In più, verrà portato a regime un sistema omogeneo per ogni territorio coincidente con le singole province e la Città Metropolitana, con cui verrà incentivata la riduzione dei rifiuti e il corretto trattamento di questi attraverso il riuso e la differenziazione, prevedendo un sistema tariffario incentrato sul principio che chi inquina di più paga di più».