I detenuti del carcere albese imparano la pet therapy

ALBA Da giugno, grazie al contributo del Comune di Alba, nella casa di reclusione Giuseppe Montalto partirà la terza edizione del progetto denominato Laboratorio di pet therapy, realizzato dall’associazione Recuperamiamoli Onlus.
Il progetto, della durata di 60 ore, coinvolgerà una decina di detenuti. Dopo un periodo di formazione teorico-pratica con cadenza settimanale, finalizzato all’acquisizione delle competenze gestionali e posturali necessarie per la conduzione di sedute di pet therapy, i detenuti potranno sperimentare quanto acquisito in strutture per anziani o disabili della provincia di Cuneo, fruendo di speciali permessi forniti dalla magistratura.
Alle sedute svolte all’esterno del carcere faranno seguito incontri con studenti degli istituti di scuola superiore della provincia, al fine di condividere quanto appreso non solo dal punto di vista pratico, ma soprattutto dal punto di vista emozionale.
A guidare i partecipanti, oltre ai volontari dell’associazione Recuperamiamoli Onlus, ci saranno alcuni “docenti di eccellenza”, quali sono i cani della realtà associativa.
Per questa terza edizione verranno coinvolti otto cani: i veterani Kerry, Maia, Simba, Doris e Penelope, che saranno affiancati dalle nuove leve Livio, Tina (condotta dalla dottoressa Simona Milesi) e Iago (condotto dalla laureanda in scienze dell’educazione Carola Rossi).
La peculiarità dei cani impiegati è che i medesimi hanno tutti alle spalle storie di abbandono e maltrattamento. Dopo un periodo più o meno lungo di recupero comportamentale, i cani sono stati avviati a uno specifico iter addestrativo finalizzato a renderli perfetti pet partner.
Il progetto Laboratorio di pet therapy è stato nelle precedenti edizioni più volte sintetizzato riconoscendone il valore sociale e pedagogico, che permette a soggetti in espiazione di pena, che nel delinquere hanno leso la società, di restituire, seppur simbolicamente e in modo parziale, il maltolto, avvicinandosi a realtà sensibili quali il mondo degli anziani e dei giovani per mostrare un nuovo volto; un volto reso più umano dalla presenza di cani che nonostante le sofferenze subite con l’abbandono possono dare ancora molto all’essere umano e aiutarlo a essere migliore.