Collisioni resta a Barolo e lancia il programma: si comincia il 29 giugno

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Il pubblico assiepato nella piazza blu nell'edizione 2016

FESTIVAL «Senza l’intervento di tre enti non avremmo potuto organizzare il festival quest’anno», dice l’ideatore di Collisioni Filippo Taricco il 30 maggio, giorno della pubblicazione del programma. Parole dedicate a « Regione, e fondazioni Cassa di risparmio di Cuneo e Crt, che ci hanno aiutato concretamente», aggiunge Taricco. Tra le righe si legge un lieve rammarico per chi non ha risposto all’appello come atteso. I fantasmi su Collisioni sono stati parecchi e concreta l’ipotesi di dover spostare il festival da Barolo per gli onnipresenti motivi di sicurezza.

I contenuti del programma raccontano una storia di creatività e grandi nomi. «Abbiamo puntato sull’orizzontalità, abbattendo gli steccati tra pubblici diversi», ha proseguito Taricco. «È la natura di Collisioni: essere trasversali, eclettici nella scelta degli ospiti. Oltre ai concerti di Steven Tyler, Lenny Kravitz, Depeche Mode (biglietti esauriti), il trio Max Pezzali, Nek e Renga, Caparezza, c’è attesa per la serata d’addio di Elio e le storie tese, il 29 giugno, in apertura. Poi le conferme di Piero Pelù, Geppi Cucciari, Maccio Capatonda, Cristina D’Avena e Rocco Tanica».

Da sabato 30 giugno a domenica 1° luglio saranno molti gli ospiti, tra chi utilizza la voce e chi la penna come mezzo di espressione. Ad esempio Niccolò Ammaniti, scrittore rivelazione dell’anno al cinema nel ruolo di regista con la serie Tv Sky Il miracolo. Luca Argentero, che racconterà la sua visione sull’importanza del tempo in occasione dei suoi quarant’anni. Fino ai giovanissimi artisti Benji&Fede, il duo fenomeno nella musica pop. Poi Alessandro D’Avenia, uno degli scrittori più amati, autore di libri come L’arte di essere fragili. Senza scordare Erri De Luca, una delle massime espressioni di come l’arte possa esercitare influenza politica e sociale. Sempre sul fronte letterario spicca il nome dell’inglese Patrick McGrath, autore di best seller come Spider, Follia e La guardarobiera.

Nell’elenco di discipline non manca la scienza, rappresentata dallo psicanalista e saggista Massimo Recalcati, che discuterà col pubblico i temi del dovere e del sacrificio. Luminari che si alterneranno a icone pop come Lorenzo Fragola, Francesca Michielin, Gué Pequeno e Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti. Oppure alla critica di Marco Travaglio e alla turbolenza di Vittorio Sgarbi. Non mancherà Beppe Vessicchio, fino all’apice dell’universo narrativo con Irvine Welsh, leggendario autore di Trainspotting.

Infine il versante enogastronomico. Il palco wine&food ingaggerà il pubblico in una maratona di assaggi e degustazioni, mentre il progetto Vino diretto da Ian D’Agata raccoglierà più di cento grandi giornalisti e sommelier.
Conclude Paola Eusebio: «L’organizzazione del festival seguirà le stesse linee, con piazza Colbert come palcoscenico principale. Sul fronte della sicurezza attendiamo le indicazioni: si tratta di un tema delicato e che assorbirà molte attenzioni e dedizione da parte di tutti. Se siamo soddisfatti? Per la qualità degli ospiti e del progetto, sì. Per la logistica, preferiamo aspettare la fine del festival».

Matteo Viberti

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