Ferrovie: approvato l’accordo tra Rfi e Ministero senza accenni all’Asti-Alba

Alba-Asti ultimo appello: le strade sono al collasso

TRASPORTI  Se gli occhi sono puntati sul sull’Asti-Cuneo, c’è anche un altro collegamento fondamentale per il territorio il cui destino rimane incerto: la ferrovia Asti-Alba, chiusa nel 2010 per gravi problemi strutturali rilevati nella galleria Ghersi di Neive e in diversi altri punti. Dopo una serie di supposizioni che si sono fatte strada negli anni, la svolta sembrava arrivata a luglio, quando la Rete ferroviaria italiana ha presentato il progetto definitivo per riportare il treno tra le colline Unesco. Una previsione di spesa di 51milioni di euro, di cui 25 milioni per predisporre la futura elettrificazione, e una serie dettagliata di interventi che richiedono anni per essere completati. Almeno per il tratto da Castagnole delle Lanze a Alba, dove si concentrano la maggior parte dei problemi sul versante collinare, resi ancor più gravi dall’alluvione del 2016. Meglio per il tratto da Castagnole a Asti, che risulta essere in buono stato e che potrebbe essere riaperto già il prossimo giugno, come ha ipotizzato più volte la Regione. Di certo un segnale positivo è  arrivato lo scorso 11 novembre, quando due treni storici hanno rianimato i binari tra le due città e hanno proseguito verso Canelli, in occasione della locale fiera del tartufo.

In definitiva, però, certezze sulla riapertura di entrambi i tratti ad oggi non ce ne sono. E soprattutto qualche settimana fa è stato approvato l’accordo di programma tra il Ministero dei trasporti e Rfi. Si tratta di un documento potenzialmente decisivo, dal momento che contiene tutti gli investimenti che il Governo finanzierà fino al 2021 per opere ferroviarie, dagli adeguamenti strutturali al ripristino di vecchie linee sospese. Peccato che tra gli 1,88 miliardi di euro destinati al Piemonte, non vi sia alcun accenno all’Asti-Alba. Su questo punto, dall’assessorato regionale ai Trasporti spiegano: “Il finanziamento per l’Asti-Alba è stato presentato al Ministero, ma per essere inserito nell’aggiornamento che segue il contratto di programma, che di solito arriva subito dopo l’approvazione di quest’ultimo e che quest’anno risulta essere in forte ritardo. Dal momento che la riattivazione della linea è subordinata ai fondi ministeriali, ad oggi non ci sono novità”. In verità, però, il clima in Regione non sembra essere molto positivo. La causa è l’insistenza di voci secondo le quali il Governo avrebbe intenzione di valutare i costi e i benefici di ogni progetto ferroviario presentato, allungando di  molto le tempistiche e soprattutto mettendo in dubbio l’erogazione dei 51 milioni di euro richiesti per l’Asti-Alba. Per sapere il destino della linea, dunque, bisogna ancora attendere.

Francesca Pinaffo

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