Cheese e i rischi di crisi del mondo del latte

Lunedì 26 giugno è stata presentata l’ottava edizione di Cheese, evento promosso da Slow Food e dalla città di Bra, che si svolgerà all’ombra della Zizzola dal 16 al 19 settembre. Sul palco del teatro Politeama, introdotti dal presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese, si sono succeduti il sindaco di Bra Bruna Sibille, la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, il presidente di Slow Food Carlo Petrini e il noto affinatore Hervé Mons.

Bruna Sibille nel suo intervento ha sottolineato le positive ricadute che Cheese, la più importante manifestazione mondiale del settore lattierocaseario, ha sulla crescita economica del territorio, in particolare favorendo il turismo che negli ultimi anni è cresciuto del 15%. «Oltre a portare in città le eccellenze mondiali del settore, i quattro giorni di Cheese», ha evidenziato il Sindaco di Bra, «promozionano il territorio con benefìci che si misurano a distanza di anni. Ciò compensa alcuni inevitabili disagi dovuti agli allestimenti che cominceranno a essere sistemati in alcune aree cittadine alla fine di agosto».

Il ritorno d’immagine che Cheese assicura al territorio è stato sottolineato da Roberto Burdese il quale ha ricordato come nella passata edizione, quella del 2009, la copertura mediatica dell’evento assicurata dai soli operatori italiani sia stata superiore ai 5 milioni di euro. Per non dire della promozione assicurata dalle centinaia di testate giornalistiche che anche quest’anno convergeranno su Bra da ogni angolo del mondo.

Gianna Gancia è intervenuta affermando che, nonostante i tagli di risorse che colpiscono gli enti locali, l’Amministrazione provinciale, anche in virtù dell’importanza di questo comparto, considerando “strategico” Cheese, ha deciso di appoggiarlo anche riconoscendo e sostenendo alcune delle battaglie che ha condotto. A questo proposito Roberto Burdese ha richiamato la vittoriosa lotta a favore delle produzioni a latte crudo che proprio a Cheese mosse i primi passi anni fa.

È quindi stata la volta di Carlo Petrini che, ribaditi i natali e la collocazione cuneesi di Cheese («Nella Granda ci sono sette formaggi dop, quale posto migliore dunque?») ha sunteggiato il cammino fatto dalla manifestazione dal 1997, anno della prima edizione. Senza soffermarsi troppo sulle battaglie vinte in passato, ha focalizzato l’attenzione sulle problematiche che oggi il settore vive, tanto forti da mettere in discussione la sua stessa esistenza: «Come può sopravvivere il mondo degli allevatori, e ancora di più quello dei pastori nomadi o stanziali, quando il latte è pagato 27 centesimi il litro?».

All’orizzonte, ha sostenuto Petrini, si delinea una crisi di vasta portata che inciderà pesantemente anche sulla nostra provincia ove si era sviluppato e fino a ieri consolidato un rapporto, asimmetrico ma importante, tra agricoltura, allevamento e industria. Per tacere della crisi drammatica che già oggi caratterizza molte realtà della pastorizia, a partire da quella sarda. Queste saranno le problematiche che Cheese 2011 porterà all’attenzione dei consumatori e dell’opinione pubblica. E nel farlo troverà una solida spalla nella Francia, nazione ospite e regina dell’edizione 2011. Questo è l’impegno che si è preso l’ultimo intervenuto sul palco, Hervé Mons, che ha ricordato come solo a Bra, solo durante Cheese, affinatori e produttori provenienti dal mondo intero hanno la possibilità di incontrarsi e scambiarsi esperienze. Dunque, ancora una volta, e sempre più, Cheese non sarà solo gola ma anche impegno, ecologia ed economia sostenibile.

Fabio Bailo