Iniziato il lavoro volontario dei profughi ospitati ad Alba

ALBA È iniziato da piazza Garibaldi il lavoro volontario dei profughi ospitati ad Alba. Giovedì 10 settembre Adama proveniente dalla Costa d’Avorio classe 1986, Lamine del Senegal classe 1987, Molo del Senegal classe 1983 e Mamadou Dian del Senegal classe 1989, tutti ospiti di Casa Pina, hanno cominciato con la pulizia delle pensiline degli autobus, sessanta totali presenti in città. Una seconda squadra di altri quattro volontari è composta da Keità della Costa d’Avorio classe 1993, Omar C. del Gambia classe 1992, Omar D. del Gambia classe 1994 e Mahammadou del Gambia classe 1996.

L’attività di volontariato dei profughi è frutto del protocollo di intesa tra Prefettura di Cuneo, Comune di Alba, cooperativa sociale Alice di Alba e associazione di volontariato Lucio Grillo di Alba per la sperimentazione di percorsi di integrazione dei migranti attraverso l’esperienza del volontariato. La nuova strategia educativa mira a far conoscere loro il contesto sociale in cui si sono ritrovati a vivere svolgendo attività per la collettività ospitante e formando una coscienza della partecipazione e della restituzione sociale.

Fino al 31 dicembre gli otto stranieri che hanno aderito volontariamente al progetto svolgeranno gratuitamente lavori su strade e giardini nel Comune di Alba.

«Abbiamo voluto essere presenti al via delle attività soprattutto per ringraziare i ragazzi», spiega il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Elena Di Liddo. «Non era scontato, né dovuto che accettassero di partecipare al progetto. Spero che nelle prossime settimane altre persone si aggiungeranno all’iniziativa così da poter intervenire su più fronti nella cura e manutenzione del bene comune. L’idea del progetto è nata circa un anno fa da un confronto con l’assessore Anna Chiara Cavallotto. Oggi ringrazio l’Ufficio tecnico e la ripartizione Servizi sociali del Comune per aver coordinato e reso possibile il tutto. Ringrazio anche il viceprefetto vicario Maria Antonietta Bambagiotti per aver condiviso l’intento fin dall’inizio».

Alcuni dei richiedenti asilo che hanno partecipato al progetto di volontariato di Alba