Export ed economia segnano bel tempo in un Piemonte diseguale

LO STUDIO I dati economici relativi ad alcuni settori crescono fortemente, svettando su cime impensabili, ma come contrappeso altre zone produttive affondano. E la disparità non riguarda soltanto le merci, ma anche gli uomini: in Piemonte la crescita pare insomma in chiaroscuro: mentre alcuni comparti registrano impennate progressive, la povertà non molla la presa. Insomma, il mondo appare lontano dalla vita reale. Vediamo i numeri.

Secondo un recente studio curato da Intesa Sanpaolo, nel secondo trimestre del 2019 le esportazioni dei distretti industriali piemontesi sono aumentate di 199 milioni di euro, registrando un +7,4%. In particolare, sono le tipicità di Langhe e Roero a dimostrare le performance più robuste in termini numerici: i distretti produttivi della nocciola e della frutta piemontese, con un +29,5%, i vini di Langhe, Roero e Monferrato con un +13,3%, i dolci di Alba e Cuneo con un +10,7%.

Eppure, l’universo produttivo ed economico appare regolato da dinamiche di equilibri e contrappesi. Si direbbe che a ogni crescita, in un altro punto del sistema corrisponda una diminuzione.

Ecco che il comparto macchine utensili e robot industriali di Torino registra un -5,5%, mentre le macchine tessili di Biella un -2,7%. Spiegano i ricercatori di Intesa Sanpaolo: «In un contesto che è divenuto volatile e non più di crescita diffusa, il rischio è che l’andamento dell’export dei distretti piemontesi possa polarizzarsi tra i comparti in grado di cogliere il cambiamento e le opportunità di crescita, mentre altri che non saranno in grado di agire rapidamente rimarranno ingabbiati nelle eventuali chiusure o tensioni dei loro principali mercati di sbocco». I disequilibri non riguardano solo il mercato, ma anche la società. Secondo uno studio di Coldiretti pubblicato in estate, la nostra regione sarebbe al primo posto per povertà nella classifica del Nord Italia, con una media del 5,9% di famiglie indigenti. Il rapporto segnala che il reddito netto è sceso del 12% circa tra il 2007 e il 2016. E che il livello del reddito medio è invece diminuito nel periodo di 4.200 euro in Piemonte, contro i 3.600 della media nazionale. Secondo il decimo Atlante per l’infanzia a rischio di Save the children presentato in autunno, negli ultimi dieci anni nel Piemonte il numero dei bimbi in povertà assoluta è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12,5 del 2018. Ad Alba gli ultimi dati dell’Emporio solidale parlano di oltre 350 famiglie in povertà assoluta, con reddito Isee inferiore ai seimila euro.

I flussi finanziari sembrano confluire nelle mani degli imprenditori, collocati al vertice della piramide manageriale, mentre la base di persone in difficoltà cresce.

BENE I VINI DELL’ALBESE, MA ORA È ASTI A TRAINARE IL CARRO

Al secondo posto nella classifica per crescita tra i distretti piemontesi, dopo l’oreficeria di Valenza,
si collocano i vini delle Langhe, del Roero e del Monferrato: l’incremento delle esportazioni in valore assoluto è qui pari a 53 milioni di euro. Il settore ha trainato la crescita dell’enologia italiana nel secondo trimestre 2019, con il 69 per cento dell’aumento totale in valore. Tuttavia, contro le consuete aspettative,
il miglioramento più sensibile è attribuibile ad Asti (+52 per cento), che è poi seguita da Alessandria (+14,1). La provincia di Cuneo segna soltanto un +0,7. Da tempo alcuni analisti sostengono, per quanto riguarda il consolidato comparto vinicolo delle Langhe, l’impossibilità di una crescita esponenziale e sempre progressiva.

Valerio Giuliano

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