Mario Sandri vorrebbe più agricoltura sul palcoscenico mondiale della Fiera

IL COLLOQUIO Mario Sandri, poeta e produttore vinicolo di Madonna di Como, ottiene la delega all’agricoltura, rimasta per un anno sulle spalle del sindaco Carlo Bo. Schietto e con le idee chiare Sandri chiede maggiore attenzione per il comparto e una presenza più forte dei produttori nella Fiera internazionale del tartufo, oltre a tracciare la strada per uscire dalla crisi portata dal Covid-19 nel mondo del vino.

Sandri, ecco finalmente la delega all’agricoltura…

«Sono molto soddisfatto, non per il sottoscritto, ma per il mondo agricolo che ad Alba ha un ruolo di primo piano. La città è terza in provincia per superficie vitata, con 940 ettari di vigne».

Questo settore non meriterebbe un assessorato dedicato?

«Il sindaco ha mostrato di capire l’importanza del settore agricolo per la città, dal canto mio ce la metterò tutta per onorare chi mi ha preceduto, a partire da Luigi Drocco che ci ha appena lasciato, a Massimo Scavino con cui c’è un bellissimo rapporto, a Beppe Rivetti, Domenico Porello, Giovanni Paolo Malcotti, Giorgio Parusso, Aldo Ponzo e Armando Piazza».

Quali le sue prime mosse?

«Incontrerò le associazioni di categoria, gli agricoltori e i viticoltori. La priorità sarà lavorare per una giusta remunerazione dei contadini, non è ammissibile che un agricoltore guadagni un settimo o un ottavo del prezzo di vendita di un prodotto al supermercato. Gli agricoltori, con le loro mani piantate nella terra, sono i conservatori del territorio e devono essere remunerati. Lavorerò non solo per il Comune di Alba, ma per tutto il territorio».

Durante il Consiglio comunale di giovedì 11 giugno ha detto che ad Alba serve più agricoltura, cosa ha voluto intendere?

«Vorrei che l’agricoltura fosse maggiormente presente nella Fiera. Alba è famosa nel mondo per i prodotti della sua terra, insomma. I personaggi che hanno permesso ad Alba di essere conosciuta erano legati alla terra, cito Giacomo Oddero, Giacomo Morra, Luciano Degiacomi, Beppe Colla, Renato Ratti e Gigi Rosso su tutti. Se non ci saranno trifolao che si svegliano di notte per cercare tartufi o produttori di vino non ci sarà più Alba con la sua fama».

Si è scagliato anche contro il diserbante…

«Anche io in passato ho usato il glifosate, tutti lo hanno usato, ma oggi non è più necessario; l’esperienza infatti ci ha insegnato che si può fare senza diserbanti e ottenere risultati migliori. Si andrà di più verso l’inerbimento e questo sarà molto positivo per la salute degli uomini».

L’emergenza Covid-19 avrà effetti disastrosi sul mondo del vino?

«Non aiuterà ma non bisogna avere paura; in passato siamo ripartiti dopo crisi devastanti puntando sulla qualità, ora resteremo grandi se sapremo puntare sull’etica, sul rispetto del nostro ambiente».

Cosa possono fare i consorzi di tutela?

«Ho scritto una lettera al ministro Bellanova. Bisognerebbe togliere la tolleranza del 20 per cento che ogni disciplinare prevede per i vini Doc e Docg. Questo passo potrebbe essere importante per contenere le produzioni e dare una qualità migliore».

m.p.